Tedeschi e Vasco, 11 anni di rock: «Che successo il primo San Siro nel ‘90»
Dai palazzetti ai grandi stadi: il batterista al fianco del Blasco, e ancora nel cuore dei fan
Ferrara «Una mattina alle quattro squilla il telefono. Era Gallina (Claudio Golinelli, ndr): “Cosa stai facendo?”. “Stavo dormendo”, gli faccio io. E lui: “Dai, va là Tedeschi, vestiti e vieni da Agnese la cocomeraia, che sono qui con Vasco e Lolli e ti vogliono conoscere”. Io misi giù, mi infilai due cose, li raggiunsi e così conobbi Vasco Rossi».
Siamo nel 1984: Daniele Tedeschi all’attivo ha già collaborazioni importanti. Ha iniziato con la batteria attorno ai 13 anni e dopo essersi fatto le ossa con diversi complessi della zona, a metà anni Settanta entra nei Supercircus di Andrea Mingardi, poi nel 1980 inizia a girare il mondo con Miguel Bosé. Nato a Bologna nel 1953, non ha nemmeno trent’anni quando si esibisce al Madison Square Garden. Tanto per dirne una. Ma torniamo per un attimo a quella notte di 42 anni fa. Agnese era il posto dei “biassanot”, i “masticanotte”: quelli che tiravano tardi la sera e andavano a dormire alle prime luci dell’alba. Era frequentata da chi per forza o per piacere non voleva andare a letto, musicisti compresi. «Mi hanno detto che sei bravo, devi venire a suonare con me!», gli dice Vasco. Tra i due scatta subito una sintonia.
«Avevo appena stretto un accordo con Eugenio Finardi, ma poi rinunciai al tour con lui e rimasi a Bologna per iniziare a suonare con Gallina, Vasco e gli altri. Mi piaceva il clima ed eravamo veramente affiatati. Volevo fare rock e noi eravamo una band che suonava rock». Tedeschi entra nella Steve Rogers Band e per un paio d’anni si divide tra Vasco e Bosé, è sempre in giro e suona tantissimo. Il “Va bene, va bene così tour” del 1984 è fittissimo: una quarantina di date in appena sessanta giorni (sulla mappa c’è anche Ferrara, 28 agosto al Montagnone). L’anno successivo si riparte con il “Cosa succede in città tour”, una cinquantina di date su e giù per l’Italia dalla primavera all’autunno. Nel 1987, al termine del “C’è chi dice no tour”, la Steve Rogers Band si stacca da Vasco e cerca di intraprendere un proprio percorso in autonomia. “Alzati la gonna” (1988) è un successo da 85mila copie ma la direzione del gruppo non è chiara, Tedeschi se ne va e nel 1989, dopo una serie di vicissitudini, torna a suonare con Vasco. Si riparte dal “Liberi liberi tour”, sul palco accanto alla rockstar e al batterista ci sono Andrea Innesto al sax, Alberto Rocchetti alle tastiere, Paul Martinez al basso, Andrea Braido alla chitarra solista e Davide Devoti alla chitarra ritmica. Nel 1990 suonano a San Siro e al Flaminio di Roma. «Fu la prima volta per entrambi. Un successo incredibile, davvero bellissimo», ha ricordato Tedeschi. L’anno successivo il tour riparte ad aprile dal Canada e si chiude a novembre in Germania.
Il 1993 è l’anno de “Gli spari sopra tour”, seguito nel 1995 da “Rock sotto l’assedio”, due date storiche a San Siro, nonché le ultime con Tedeschi alla batteria. Sono passati trent’anni e sul palco del Blasco si sono alternati tanti batteristi ma Tedeschi, soprannominato La Roccia per la forza e la potenza del suo suono, è rimasto nel cuore di migliaia di fan.
