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L’iniziativa

Ucciso in Colombia, a Longastrino poesie per non dimenticare

Davide Bonesi
Ucciso in Colombia, a Longastrino poesie per non dimenticare

Il concorso è stato intitolato alla memoria di Alessandro Coatti

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Longastrino Il 6 aprile dello scorso anno il corpo straziato di Alessandro Coatti fu trovato nella località turistica di Santa Marta, in Colombia. Martedì 7 aprile, a un anno di distanza, nel suo paese lo scienziato ucciso a soli 38 anni sarà ricordato con una cerimonia speciale organizzata dalla biblioteca scolastica di Longastrino, che ha deciso di omaggiarlo con un concorso di poesia intitolato “Vivere altrove nella realtà o nella fantasia”. Le opere sono state presentate entro il 28 febbraio e martedì ci sarà una grande festa nel paese.

«Alessandro era una grande persona, merita un ricordo». A dircelo è Patrizia Moretti, insegnante e referente della biblioteca, la quale ci spiega come l’idea del concorso di poesia sia «nata dalla biblioteca scolastica di Longastrino lo scorso anno». La struttura è gestita dalla stessa Moretti con uno staff di volontari, qualche genitore e la bibliotecaria in pensione, perché per il proprio (piccolo) paese si fa questo e altro. Lo stesso che faceva Coatti, ogni qual volta il biologo tornava da Londra, dove si era trasferito per lavoro nel 2017. In realtà il concorso è iniziato lo scorso anno, ma quando c’è stata la tragedia è mancato il tempo per intitolarlo subito a lui, anche perché la tragedia è stata dura da assimilare, per i familiari di Coatti in primis, poi per i compaesani e i tanti amici.

«Abbiamo contattato la famiglia ed è stata d’accordo a intitolare il concorso ad Alessandro: ora porta il suo nome. È stata una scelta con il cuore, perché era una persona di cultura e legata a questo paese. Ogni volta che tornava a Longastrino stava con gli amici e lo conoscevamo tutti. Era davvero un ragazzo meraviglioso, oltre alle qualità che aveva nella vita e nello studio».

La cerimonia

La giornata delle premiazioni di martedì si aprirà alle 15 nella piazza della chiesa con invito girato ai sindaci Andrea Baldini (Argenta) e Riccardo Graziani (Alfonsine). Non mancheranno la musica, premi per i primi tre classificati di ogni categoria e una piccola mostra dedicata ad Alessandro, con le foto della sua vita esposte accanto alla piazza. La cerimonia avrà una presentatrice e saranno lette tutte le poesie vincitrici da Elena Carlini di Incontroll’arte e un giovane attore di teatro longastrinese, Nicolò Valandro, che vive a Milano.

«Abbiamo illustrato ai bambini della scuola del paese la carriera scientifica di Alessandro, il quale pur partendo da un piccolo paese ha raggiunto grandi traguardi».

Il concorso “Vivere altrove, nella realtà o nella fantasia” è suddiviso in tre sezioni: bambini per i frequentanti le classi terza, quarta, quinta della scuola primaria; ragazzi per i frequentanti le classi prima, seconda, terza della scuola secondaria di primo grado; adulti per autori residenti a Longastrino o che abbiano frequentato le scuole del paese. Oltre ai primi tre classificati l’apposita giuria selezionerà anche tre premi speciali fuori sezione. In tutto sono arrivate 66 poesie: 17 nella sezione bambini, 39 nella sezione ragazzi e 10 nella sezione adulti.

I ricordi

Intanto, in quest’anno sono stati aperti blog nei quali confluiscono pensieri di colleghi e amici di Coatti. Toccanti le recenti parole di Valentina: “Ho avuto la fortuna e l’onore di avere Alessandro come amico di infanzia. Siamo nati nello stesso paesino e siamo cresciuti assieme fino, quasi, alla maggiore età. Alessandro era un bel biondino con questi capelli a caschetto e questi occhi azzurro cielo, vispo e curioso di tutto ciò che era la vita. Condividevamo assieme la passione per la ginnastica artistica dove lui, come in tutte le cose, primeggiava e io, nonostante gli volessi molto bene, un po’ lo invidiavo perché volevo essere brava come lui. Le nostre strade si sono separate, ma tra noi c’è sempre stato un grande e sincero affetto. Da adulti l’ho rivisto poche volte ma ogni volta che tornava a casa non mancava di farmelo sapere e se non era così lo ritrovavo comunque in piscina dove io lavoravo e sì, lo riconoscevo al volo, perché aveva quel suo modo tutto strano ed elegante di nuotare che sembrava un ballerino, anche in acqua. Alessandro amava la scienza: la sua mansarda sembrava un minilaboratorio ed era bellissimo stare in mezzo a tutta questa conoscenza. Alessandro era anche, però, un grande amante della danza e volava, leggiadro, sulle note delle nostre canzoni d’infanzia. Sono certa che vola ancora, mi manca tantissimo”.