Vasco, la sua musica contro i momenti bui: «Lui è vita, ci vediamo a Ferrara»
Michaela non perde una data e qui racconta il rapporto con la musica del Kom
La musica non è solo sottofondo o passatempo: può cambiare il corso degli eventi, salvare, persino curare ferite interiori che si pensava fossero inguaribili. Per Michaela*, che ha condiviso con noi la sua storia, le canzoni di Vasco sono energia, coraggio e medicina. Riportiamo qui di seguito la sua testimonianza.
Sono Michaela, ma per tutti sono Miky. Sono mezza spagnola e metà romena, ma ormai mi sento italiana, anche perché sono diventata cittadina italiana il 27 settembre 2023, proprio in coincidenza con l’uscita della docuserie di Vasco Rossi “Il Supervissuto”. Racconto brevemente la mia storia e di come ho conosciuto Vasco Rossi, il più grande di tutti i tempi. Vivo in Italia dal 1999, quindi sono praticamente cresciuta qui. Milano è la città che mi ha adottata e dove tuttora vivo e lavoro. All’epoca lavoravo in un bar, la sera, nel Milanese. Alla chiusura mettevamo sempre la stessa canzone di Vasco, “Ciao”, e io la cantavo tutte le sere senza sapere chi fosse. Mi vergognavo persino a chiedere. Finché una sera ho trovato il coraggio e ho chiesto: “Ma chi canta?”. I miei colleghi mi hanno risposto: “Ma come, non conosci Vasco Rossi?”. Così sono andata subito su internet per capire chi fosse, e la prima canzone che mi è uscita è stata “Sally”.
Da lì è stato amore al primo ascolto. Non ero mai andata a un suo concerto prima del 2008. Nel 2003 era venuta a mancare l’unica persona che mi ha cresciuta, mia nonna. Ero solo una ragazzina e il mio mondo è crollato. Ho sofferto per cinque anni di una depressione profonda, finché un giorno, nel giugno 2008, Vasco era in concerto a Milano, a San Siro, proprio nel periodo dell’album “Il mondo che vorrei”. Un mio carissimo amico mi disse: “Basta, non ti posso più vedere così, come la Jenny di Vasco”. Ed è lì che ho visto il mio primo concerto di Vasco Rossi, il mio primo San Siro. Da allora non ho più smesso. Faccio tutte le date del tour, perché le sue canzoni mi hanno fatto riprendere in mano la mia vita e tornare a sorridere. Vasco per me è vita. E ho avuto anche l’immenso piacere di conoscerlo dal vivo: non avrei mai pensato che sarebbe successo, ma il destino ha voluto così. Per me Ferrara sarà la prima volta: non ci sono mai stata. Anche perché l’ultima volta che Vasco è stato lì era il 1987, se non sbaglio, e io avevo solo sette anni. Vasco è vita vissuta. È vita spericolata.
*Michaela Gheorghe
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