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Ferrara, stalking alla 23enne del piano di sopra: condannato il vicino

Daniele Oppo
Ferrara, stalking alla 23enne del piano di sopra: condannato il vicino

L’uomo insofferente ai rumori ha spinto la giovane studentessa ad andarsene, dopo che le coinquiline avevano già fatto lo stesso

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Ferrara Sbattevano sul soffitto a ogni passo, si lamentavano per ogni rumore, per ogni sciacquone tirato. Una persecuzione quotidiana che aveva spinto prima le coinquiline ad andarsene, una dopo l’altra, poi la stessa vittima a lasciare l’appartamento e tornare dai genitori in Campania. Giovedì mattina il tribunale di Ferrara ha condannato con rito abbreviato un uomo di 56 anni per stalking condominiale ai danni di una studentessa universitaria di 23 anni che abita nel piano sopra il suo, nello stesso palazzo ferrarese.

Il giudice Giovanni Solinas ha inflitto all’imputato un mese di arresti, il pagamento di una provvisionale di 3.500 euro a titolo di risarcimento del danno – da quantificare definitivamente in sede civile – oltre al rimborso delle spese legali. Assolto invece il fratello, coimputato, che secondo quanto emerso era spesso assente dall’abitazione.

Stando all’accusa, i due fratelli non tolleravano alcun rumore proveniente dall’appartamento sovrastante: ogni spostamento della ragazza o delle sue coinquiline, ogni normale gesto domestico diventava pretesto per proteste. Il metodo più frequente era sbattere contro il soffitto, segnale inequivocabile di intimazione al silenzio.

La pressione costante ha avuto conseguenze concrete sulla vita della vittima: le coinquiline hanno lasciato l’appartamento in sequenza, esasperate dalla situazione, finché la studentessa si è ritrovata sola. Anche lei ha ceduto, tornando per un periodo a casa dei genitori. Al rientro a Ferrara, però, nulla era cambiato.

La vicenda giudiziaria ha avuto un percorso tutt’altro che lineare. La procura aveva inizialmente chiesto l’archiviazione del fascicolo. L’avvocato Gianni Ricciuti, che assiste la studentessa insieme al collega Gabriele Farinelli, si è opposto: il giudice delle indagini preliminari ha accolto l’opposizione e disposto nuove indagini. All’esito di queste, la procura ha cambiato orientamento e chiesto il rinvio a giudizio, che ha poi portato al processo con rito abbreviato e alla condanna di ieri.

I due fratelli, invece, erano difesi dall’avvocato Marco Faveri.

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