Ferrara, rischi alimentari durante la Pasqua: cosa dicono gli esperti
Gli specialisti dell’Ausl: «Tutelare il gusto e anche la salute per godersi la tavola con la giusta consapevolezza»
Ferrara Mentre l’argomento tiene banco nella cronaca nazionale, con l’approssimarsi delle festività pasquali si teme un possibile aumento delle malattie trasmesse alimentari, le cosiddette intossicazioni. È una preoccupazione legittima? Lo abbiamo chiesto agli esperti del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl che ci hanno risposto unendo le competenze di diverse unità operative, assieme all’Ispettorato Micologico. A parlare sono Cristina Saletti, Igiene alimenti e nutrizione, Giovanni Dell’Orfano, Igiene degli alimenti di origine animale, e Annalisa Califano, Prevenzione e controllo malattie infettive.
«Più che un aumento anomalo, parliamo di un andamento stagionale ben noto. Con la primavera aumentano le temperature e cambiano le abitudini: si cucina di più, si preparano piatti in anticipo, si consumano pasti all’aperto. In questo contesto si osserva un lieve incremento delle malattie trasmesse da alimenti. Si tratta comunque, nella maggior parte dei casi, di eventi prevenibili. I microrganismi più frequentemente coinvolti sono batteri come Salmonella, Campylobacter e Listeria monocytogenes. A questi si aggiungono virus, come Norovirus e virus dell’epatite A, e in alcuni casi tossine prodotte da batteri, ad esempio Staphylococcus aureus. Si tratta di agenti ampiamente diffusi, il cui impatto è strettamente legato alle modalità di conservazione e manipolazione degli alimenti».
Quali sono i principali rischi legati a questo periodo?
«Soprattutto legati alla gestione degli alimenti: fra questi una conservazione non corretta (dall’acquisto alla produzione domestica), il mancato rispetto o l’interruzione della catena del freddo, consumo di alimenti crudi o poco cotti, il mancato o non corretto lavaggio della frutta e verdura, contaminazioni crociate (tra alimenti crudi e cotti). In questo periodo aumentano anche i consumi di pesce crudo o poco cotto e di mitili, che richiedono particolare attenzione dal punto di vista igienico-sanitario».
Oltre ai rischi microbiologici esistono anche quelli chimici, che non dipendono da batteri, ma da sostanze presenti o sviluppate negli alimenti.
«Un esempio tipico è l’istamina nel pesce, che si può formare quando alcune specie, come tonno o sgombro, non vengono conservate correttamente a basse temperature. In questi casi si può sviluppare una vera e propria sindrome sgombroide che si manifesta rapidamente con rossore al volto, mal di testa, prurito e disturbi gastrointestinali, spesso simili a una reazione allergica ma causati dall’istamina presente nel pesce. Un altro pericolo da non sottovalutare è quello legato al consumo di funghi spontanei, il riconoscimento richiede competenze micologiche che il cittadino può trovare gratuitamente negli Ispettorati Micologici della nostra Azienda».
Quali le precauzioni?
«La prevenzione si basa su poche regole fondamentali: igiene delle mani e delle superfici, rispetto della catena del freddo, adeguata cottura degli alimenti e prevenzione delle contaminazioni crociate. A queste si aggiunge l’attenzione agli alimenti a maggiore rischio, come uova crude, pollame, insaccati freschi, frutta e verdura, frutti di bosco congelati, pesce crudo e molluschi bivalvi. Se consideriamo che negli ultimi anni si è osservata una crescente diffusione del consumo di pesce crudo è importante che il consumatore acquisisca consapevolezza in merito a come prepararlo a domicilio: qualora non preventivamente abbattuto all’origine, deve essere congelato per almeno 96 ore a -18 gradi centigradi in un congelatore a tre o più stelle».
A chi bisogna rivolgersi in caso di sospetta intossicazione?
«In caso di sintomi è importante rivolgersi al proprio medico o al medico di continuità assistenziale o a un Cau che contatteranno, se opportuno, il Servizio Igiene Pubblica del Dipartimento di Sanità Pubblica di Ferrara».
Possiamo comunque goderci la Pasqua senza preoccupazioni?
«Assolutamente sì. Non è un tema di allarme, ma di consapevolezza: resta un momento di piacere e condivisione, nel rispetto dei principi di un’alimentazione sana, sicura e sostenibile, in un’ottica di tutela della salute unica».
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