Bologna ricorda le vittime ferraresi della strage del 2 agosto 1980
Dei passaggi nel parco dei Cedri e nel parco dei Giardini verranno intitolati a Paolino Bonora e a Vincenzo Petteni
Ferrara Un passaggio all’interno del parco dei Cedri, nel quartiere Savena di Bologna, e uno nel parco dei Giardini, nel Quartiere Navile. Sono i luoghi dove verranno ricordati Paolino Bianchi e Vincenzo Petteni, il muratore di 49 anni di Vigarano Mainarda e il venditore ambulante di 34 anni, di origini trentine e residente a Ferrara, che furono tra le 85 vittime della strage del 2 agosto 1980.
A fine marzo la giunta della Città metropolitana di Bologna ha approvato la proposta proveniente dal Consiglio comunale di intitolare un luogo pubblico a ognuna delle vittime, poi formalizzata dalla Commissione consultiva per la denominazione delle vie cittadine, dopo essere stata preventivamente condivisa con l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage.
Il giorno della strage, Paolino Bianchi si stava recando ad Arco di Trento, sul Garda, per passare una settimana di vacanza in compagnia di un’amica. Il suo corpo dilaniato venne riconosciuto solo il 7 agosto.
Vincenzo Petteni fu invece una delle ultime persone a morire a causa dell’esplosione della bomba. Quel giorno era diretto con un amico in Tunisia per passare un periodo di vacanze. All’aeroporto Marconi non avevano trovato posto sull’aereo, ripiegarono per un viaggio in treno fino a Palermo. Morì quattordici giorni dopo, all’ospedale Malpighi.
«Dare un nome alle cose - ha commentato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore - è un gesto semplice e allo stesso tempo profondo. Con questa iniziativa compiamo un atto di memoria doveroso nei confronti di ognuna delle 85 vittime della strage della Stazione del 2 Agosto. Abbiamo scelto, accogliendo la proposta del Consiglio comunale, di distribuire queste intitolazioni nei diversi quartieri della nostra città, per rafforzarne il valore comunitario, non legandola ad un unico luogo ma favorendo l’intreccio di quei nomi, e le loro storie, con la vita quotidiana delle persone. Ricordare i loro nomi, significa affermare i valori democratici della nostra città e la battaglia per la verità e per la giustizia, portata avanti con tenacia dai familiari per più di quarant’anni. Una battaglia che tutti insieme abbiamo saputo vincere».
Sul sito del Comune di Bologna è presente l’elenco di tutte le intitolazioni e anche una mappa per individuarle.
