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Famiglie e minori in difficoltà Tredici casi seguiti dai servizi

Famiglie e minori in difficoltà Tredici casi seguiti dai servizi

Il Comune ha da tempo avviato diversi progetti di tutoraggio e sostegno La vicesindaca Poltronieri: «Stiamo avendo delle risposte positive»

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Bondeno Istituzioni a fianco delle famiglie in difficoltà, per evitare conseguenze come quelle che si vedono oggigiorno, purtroppo, nei fatti di cronaca, ultimo dei quali il noto e complicato caso della cosiddetta “famiglia del bosco” nel quale l’eccessiva attenzione politica e mediatica non sembra essere un fattore d’aiuto per la famiglia e per i minori coinvolti.

Il Comune di Bondeno è al lavoro, già da diverso tempo, per occuparsi delle situazioni di maggiore difficoltà e marginalità da parte delle famiglie, occupandosi dei loro figli attraverso progetti educativi domiciliari. Sono tredici i casi affrontati nell’ultimo periodo, con un percorso che ha aiutato le famiglie a non subire l’allontanamento forzato dei minori.

«I nostri servizi sociali, secondo quelle che sono le linee di indirizzo nazionali, sono attivi da tempo per gestire i casi conosciuti di nuclei famigliari in condizione di difficoltà – dice la vicesindaca con delega ai Servizi sociali, Francesca Piacentini –. Portiamo a casa delle famiglie questo progetto, che porta il nome di “Educativa domiciliare”, il quale si propone di offrire un sostegno alla genitorialità, prevenendo anche il rischio dell’allontanamento dei figli minori disposto dai giudici. Figli che, generalmente, sono anche a rischio di dispersione scolastica».

Il servizio di sostegno si attiva attraverso un percorso che passa necessariamente dal Tribunale dei minori, ma può attivarsi anche su richiesta degli stessi servizi sociali.

«Gli indicatori che solitamente prefigurano una situazione di difficoltà familiare delicata – spiega l’assessora Piacentini – sono quelli celati da comportamenti aggressivi da parte dei ragazzi o comunque indicanti un malessere. Affiancare da subito le famiglie, in questi momenti anche situazionali di disagio, porta ad un aiuto concreto sia al ruolo genitoriale, sia all’affiancamento dell’educazione dei figli. I tredici casi di cui ci siamo occupati nell’ultimo periodo hanno permesso di verificare un tipo di risposta positivo da parte dei nuclei familiari coinvolti e dei ragazzi, tant’è che per nessuno di loro è stato disposto l’allontanamento dalla famiglia. Questo, assieme ad un miglioramento della loro qualità della vita, è l’obiettivo del progetto di “tutoraggio” educativo che è mirato, prima di tutto, alla prevenzione del disagio».

L’ultimo atto pubblico in merito al progetto è stato pubblicato lo scorso 13 marzo. Il servizio è finanziato attraverso un apposito fondo e una recente determina del Comune ha assegnato il suo svolgimento alla cooperativa sociale Open Group, con sede a Bologna e già attiva su altri progetti del territorio. l

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