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In tutta Italia da Goro per Vasco, Claudia: «Mai saltato un tour dall’89»

Matteo Ferrati
In tutta Italia da Goro per Vasco, Claudia: «Mai saltato un tour dall’89»

Il racconto: «A Zocca ho preso il caffè da mamma Novella e incontrato il Kom due volte»

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Goro Immagina di essere una grande fan di Vasco Rossi e di finire a casa di mamma Novella a Zocca a bere un caffè. Questo è successo a Claudia Veronesi, cinquantenne di Goro, da anni residente a Bosco Mesola, con una grandissima passione per il Komandante. Dal 1989, anno di “Liberi liberi”, non si è mai persa un tour di Vasco, tra soundcheck e concerti; unica assenza (giustificata) nel 2008, quando sua figlia era molto piccola.

Come è nata la passione per Vasco?

«È nata con mio papà e, da quando è venuto a mancare, ho continuato a seguirlo da sola. Nell’Ottanta il Blasco era venuto a Goro a una Festa dell’Unità: io avevo cinque anni ed ero presente, perché mia mamma lavorava nello stand gastronomico. In quell’occasione Vasco aveva fatto amicizia con dei ragazzi del paese e il mio primo biglietto per un concerto senza mio papà (al Dall’Ara di Bologna nel 1993 per il tour “Gli spari sopra”) me l’ha procurato proprio uno di loro, Pietro Lazzarini».

A quanti concerti è stata?

«Ho perso il conto: sono 35 anni che vado a vedere Vasco e, ovviamente, il 5 giugno sarò al Parco Urbano. Sono poi stata a molte feste nazionali in cui, oltre a Rossi, cantavano artisti del calibro di Zucchero e Lucio Dalla».

E il caffè da mamma Novella? «Anno 1999. Siamo partiti in comitiva con una corriera da Goro per fare una castagnata a Zocca; gli altri sono andati nel bosco, mentre io, mia sorella e mia mamma abbiamo girato per il paese in cerca di Vasco. Grazie alle indicazioni di una signora, siamo giunte nel complesso abitativo di Novella (mamma di Vasco Rossi). Suonato il citofono, lei stessa si è affacciata dal balconcino dicendoci di salire. Io sono rimasta pietrificata perché è identica a suo figlio!».

Immagino siate salite.

«Certo. Siamo state da lei per oltre 45 minuti a chiacchierare; ricordo molto bene che stava preparando uno spezzatino di carne, che ogni tanto andava a mescolare. Ci ha detto che suo figlio aveva lasciato Zocca da pochissimo: qualche ora prima l’avremmo trovato lì da lei. Mi ha pure regalato una cartolina con la dedica “Tanti baci da mamma Novella”, che però non ho più… è stata davvero gentilissima».

Ha altri ricordi indelebili?

«Sono finita sul libro “L’Italia di Vasco” con una foto insieme a mia figlia, alla quale ho trasmesso la passione per il Blasco; eravamo al soundcheck di Trento nel 2022. L’ho poi visto più volte di persona: sono stata in pellegrinaggio e l’ho incontrato davanti a casa sua: mi sono fatta tatuare sul braccio il suo autografo. Poi al Bibap subito dopo il Covid, quando c’era ancora l’obbligo di indossare le mascherine. E ancora al Festival del Cinema di Venezia, dove sono riuscita a fargli una carezza».

Canzone preferita?

«“Albachiara” era la ninna nanna di mia figlia. Ci sono tanti pezzi che amo, ma la mia preferita è “Ogni volta”: mi ricorda mio papà. È scomparso troppo presto in un incidente stradale; la frase “Ogni volta che cammino e mi sembra di averti vicino” mi fa pensare a lui».