Ferrara, inaugurato il nuovo acceleratore lineare all’ospedale di Cona
Introdotto il sistema Sgrt: tecnologia di ultima generazione per il controllo millimetrico del trattamento oncologico
Cona La radioterapia entra in una nuova fase, più precisa, sicura e veloce. All’ospedale di Cona è stato ufficialmente presentato il potenziamento dell’acceleratore lineare con l’introduzione del sistema Sgrt (Surface Guided Radiotherapy), una tecnologia di ultima generazione che consente un controllo millimetrico del trattamento oncologico.
L’inaugurazione si è svolta ieri mattina, giovedì 9 aprile, alla presenza delle istituzioni e dei vertici sanitari del territorio: dalla direttrice generale Nicoletta Natalini all’assessore regionale Massimo Fabi, fino all’assessore comunale Cristina Coletti. Presenti anche il direttore della Radioterapia Antonio Stefanelli e il responsabile dell’Ingegneria clinica Giampiero Pirini.
Il cuore dell’innovazione è rappresentato dall’acceleratore lineare di nuova acquisizione, entrato in funzione nel 2025 grazie a un investimento di 2,3 milioni di euro finanziato con fondi ministeriali. Un’apparecchiatura che consente trattamenti ad alta definizione anche su bersagli molto piccoli, utilizzando tecniche avanzate come la radioterapia stereotassica e sistemi di sincronizzazione con il respiro del paziente. Ma il vero salto di qualità è arrivato con l’integrazione del sistema Sgrt, capace di monitorare in tempo reale la superficie corporea del paziente durante la seduta. Una rivoluzione silenziosa ma concreta: maggiore precisione significa poter aumentare la dose sul tumore riducendo al minimo l’impatto sugli organi sani.
«Il perfezionamento di questa tecnologia rappresenta un valore aggiunto per tutta la sanità provinciale», ha sottolineato Natalini, ricordando come Ferrara sia già un punto di riferimento oncologico con una significativa mobilità attiva, pari a circa l’8% di pazienti provenienti da fuori territorio.
Il sistema installato è inoltre dotato di funzionalità avanzate come il “gating respiratorio”, che sincronizza l’erogazione delle radiazioni con il ciclo respiratorio, sistemi di dosimetria in tempo reale e software evoluti per il controllo della qualità. Un insieme di tecnologie che migliora non solo l’efficacia clinica, ma anche l’organizzazione del lavoro e la sicurezza complessiva.
«Oggi disponiamo di strumenti perfettamente allineati ai più moderni standard oncologici – ha spiegato Stefanelli –. Il nostro è un lavoro di squadra, inserito in una rete regionale che ci permette di offrire cure avanzate e partecipare a studi internazionali su tumori della prostata e del rene».
L’introduzione della Sgrt spinge inoltre verso l’adozione sempre più diffusa dell’ipofrazionamento: trattamenti con dosi più elevate ma in un numero ridotto di sedute. Una scelta che ha un impatto diretto sulla qualità della vita dei pazienti, riducendo tempi, spostamenti e stress legati alle cure.
Il reparto di Radioterapia oncologica di Ferrara segue ogni anno circa 1.200 pazienti, con oltre 900 prime visite. Un’attività che si integra con altre tecnologie come la brachiterapia e la radiochirurgia, ampliando le possibilità terapeutiche soprattutto nei tumori della mammella, della prostata e nelle forme oligometastatiche.
Dal punto di vista tecnico, Pirini ha evidenziato il valore dell’integrazione: «Siamo passati da sistemi diversi a due macchine gemelle, perfettamente compatibili, con vantaggi concreti in termini di sicurezza e manutenzione». Soddisfazione arriva anche dal fronte istituzionale. «Questa inaugurazione rappresenta una risposta concreta ai cittadini», ha dichiarato Coletti, mentre Fabi ha ribadito la visione regionale: «L’innovazione deve tradursi in medicina di precisione, con cure sempre più personalizzate e sostenibili».
Ferrara conferma così il proprio ruolo centrale nella rete oncologica dell’Emilia-Romagna, puntando su tecnologia, ricerca e integrazione tra competenze per offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più efficaci e umani.
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