«Modello Ferrara? Io non lo vedo». La stoccata del sindaco di Modena
Polemica sulla presenza del comandante Rimondi per parlare di sicurezza
Modena Qualcuno lo vede come un modello da importare, qualcun altro un po’ meno. Fatto sta che le politiche per la sicurezza urbana, argomento delicato per tutte le amministrazioni comunali, allontanano – semmai ce ne fosse stato bisogno, vista la distanza politica tra le due figure – il sindaco di Modena Massimo Mezzetti dal collega ferrarese Alan Fabbri.
Un caso nato dalla scelta del comitato cittadino “Modena merita di più”, che per giovedì 23 aprile ha organizzato un’assemblea aperta dedicata alla sicurezza che vedrà la presenza di un ospite di rilievo: Claudio Rimondi, ovvero il comandante della Polizia locale di Ferrara, invitato a Modena per illustrare la ricetta messa in campo dall’amministrazione estense. «L’incontro – spiegano gli organizzatori del comitato – vuole essere anche un momento utile per comprendere similitudini e differenze tra Modena e Ferrara, due realtà urbane che, pur con caratteristiche diverse, si confrontano con temi comuni come il degrado, la gestione degli spazi pubblici, il presidio del territorio e la percezione di insicurezza. In questo senso, la presenza del dottor Rimondi rappresenta un’opportunità importante per approfondire un approccio operativo che in più occasioni è stato indicato come caso di interesse a livello locale e nazionale».
Una scelta non esattamente gradita all’amministrazione comunale modenese, che non ha apprezzato la rappresentazione del “modello Ferrara”. Un concetto espresso piuttosto chiaramente dal sindaco Massimo Mezzetti, che a margine della festa della Polizia di Stato, ieri mattina nella chiesa di San Carlo, ha commentato l’iniziativa di “Modena merita di più”. «Io francamente – sorride il primo cittadino – avendo moglie e suocero ferraresi e conoscendo la città, non vedo tutto questo modello Ferrara...».
Una stoccata a un’amministrazione comunale molto lontana politicamente da quella modenese, ma soprattutto un invito al comitato a evitare il riferimento a modelli da importare per la gestione della sicurezza. «Insomma, anche loro hanno le problematiche che abbiamo noi – riprende Mezzetti –, aggiungo anche che il comitato cita l’esempio dello sgombero del grattacielo di Ferrara, ma vorrei ricordare che questo sgombero è avvenuto perché nell’edificio c’era stato un grande incendio, e si è scoperto che in quel complesso c’erano gravi carenze sul fronte antincendio. È stata questa mancanza a giustificare lo sgombero», spiega ancora il primo cittadino modenese, aggiungendo un’altra stoccata al collega Alan Fabbri: «Tra l’altro, l’operazione è avvenuta senza creare un’alternativa per chi veniva sgomberato da quegli edifici...». Tornando al comitato, Mezzetti chiude ricordando che «il caso grattacielo di Ferrara non ha nulla a che fare con il palazzo delle Costellazioni o Errenord, quindi prima di parlare bisognerebbe informarsi meglio e ponderare meglio le proposte...».