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L’analisi

Mare mosso, atteso boom di canocchie e seppie a Porto Garibaldi e a Goro

Annarita Bova
Mare mosso, atteso boom di canocchie e seppie a Porto Garibaldi e a Goro

Il pesce fresco è tra i prodotti più esposti alle fluttuazioni di prezzo

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Porto Garibaldi e Goro Come le verdure, anche il pesce ha le sue stagioni e il consiglio è sempre quello di comprare quello che il mare ha da offrire. Per esempio le tanto amate canocchie si trovano in abbondanza nei “mesi con la r” e le reti si riempiono dopo il mare mosso: ecco quindi che da giovedì saranno disponibili a prezzi più che buoni: 10 euro al chilo quelle grandi e circa 4 euro quelle piccole. Stessa cosa vale per le seppie, che saranno vendute a circa 7 euro al chilo.

In generale, è meglio lasciare perdere telline e cannolicchi. Conviene invece orientarsi su pesce azzurro come alici e sardine, ma anche su seppie, calamari e crostacei come gamberetti rosa e mazzancolle, che sono nel pieno della stagione. È questo il quadro che emerge dal mercato ittico italiano, secondo quanto rilevato da Fedagripesca-Confcooperative.

I prezzi del pesce fresco, è vero, non sono alla portata di tutti anche perché il mondo della pesca da vivendo un periodo di forte crisi a causa del caro gasolio e del granchio blu. Ed ecco però che andare a cercare un prodotto di stagione può aiutare anche le nostre tasche. Il motivo è tanto banale quanto alle volte sottovalutato: la quantità è maggiore e il prezzo si abbassa.

Secondo le analisi più recenti di Assoutenti e le proiezioni di Fedagripesca, il pesce fresco è tra i prodotti più esposti alle fluttuazioni di prezzo, con aumenti medi che si attestano intorno al 3,6%, ma con picchi che sfiorano il 10% per le specie più pregiate come orate, branzini e crostacei. Ma cosa comprare? Tutti i pesci che possono essere definiti “di stagione” sono innanzitutto specie locali, il ché si traduce anche in un sensibile risparmio economico per il consumatore che predilige una filiera interamente italiana. Ma non solo: una scelta consapevole verso prodotti ittici locali e con una filiera tracciata significa anche avere maggiori garanzie in termini di qualità.

Scelte

Preferire questi pesci rispetto ad altre varietà non stagionali equivale a conoscere e rispettare l’ambiente marino, evitando di acquistare le specie in fase di riproduzione. Significa altresì allargare i propri orizzonti e imparare ad apprezzare carni di pesci meno noti, ma altrettanto buoni e salutari, anziché consumare sempre e solo le varietà più inflazionate. Ritorna in questo caso il tema economico perché i pesci meno conosciuti sono anche i meno costosi, proprio perché hanno poco impatto sul mercato.

La stagionalità, quindi, si colloca al primo posto di un acquisto consapevole. In prima linea il pesce azzurro, quindi via libera ad acciughe, alici, sardine e sgombri; tra i molluschi cefalopodi troviamo seppie e totani, mentre se amate i crostacei date la precedenza a gamberetti rosa, granchi, scampi, mazzancolle e alle pregiate aragoste. Se amate il pesce al forno, aprile è anche il mese perfetto per cefali, dentici, naselli, saraghi, spigole, sogliole e cernie. Una succulenta pasta al sugo di triglie è un toccasana di stagione, così come una fresca tartare di tonno, ricciola o pesce spada. Fra i pesci di aprile meno piacevoli alla vista, ma squisiti, ecco il san Pietro, lo scorfano, la razza e la rana pescatrice.

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