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Comandante della Locale da Ferrara a Modena: «L’invito perché sono bravo»

Comandante della Locale da Ferrara a Modena: «L’invito perché sono bravo»

Dopo il botta e risposta tra Fabbri e Mezzetti interviene il comandante Claudio Rimondi

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Ferrara «Se mi hanno scelto sindaci di opposte fazioni non vi viene in mente che, forse, non lo hanno fatto per appartenenza politica ma perché, magari, anche se non bravissimo, almeno un po’ bravino nel mio lavoro lo ero?». Adesso è lo stesso Claudio Rimondi a prendere parola su facebook sul caso che sta montando da qualche giorno tra Ferrara e Modena, dove il comandante della Polizia locale è stato invitato da un comitato civico, il prossimo 23 aprile, a relazionare sul “modello Ferrara” in materia di sicurezza.

Rimondi premette di intervenire «perché, in modo diretto o indiretto, in diversi stanno cercando di immatricolarmi o tirarmi per la giacchetta; ciò, anche se con traballante nesso, al fine di ritenere istituzionalmente estremamente inopportuno che io vada in altra provincia a parlare, da tecnico, delle mie esperienze lavorative».

Il numero uno della Polizia locale di Ferrara ricorda di essere stato in precedenza comandante a Bologna. «I relativi decreti delle mie nomine sono stati firmati rispettivamente da Alan Fabbri (Lega Nord) e da Virginio Merola (Pd).Una volta i comandanti venivano scelti per appartenenza politica, oggi i sindaci più lungimiranti li scelgono per capacità tecnica: i fedeli sono spesso degli yes-man, persone che pur di non contraddire chi li ha nominati non li mettono in guardia da soluzioni che possono rivelarsi sconvenienti o pericolose.

Risultato: quel comandante o quel dirigente scaverà involontariamente una fossa ove lui stesso ed il sindaco cadranno dentro assieme. Il comandante scelto per capacità tecnica, invece, lavorerà bene facendo salire le “quotazioni in borsa” sia proprie che del sindaco che lo ha nominato». A chi cerca invece di sostenere che sia inopportuno la sua presenza a Modena, prosegue Rimondi, «raccomando la lettura dell’articolo 21 della Carta Costituzionale, sulla quale il sottoscritto ha convintamente giurato. Per chi non lo avesse presente è quello che garantisce a tutti di manifestare liberamente il proprio pensiero. Se a qualcuno disturba che io lo faccia, addirittura poi fuori provincia, è sufficiente che non venga all’incontro a cui sono stato invitato e si libererà così del fastidio».

Poi la rassicurazione di essersi prima confermato con l’omologo modenese: «Visto che forse non sono un “boscimane” delle relazioni umane e professionali, avevo informato il collega ed amico Alberto Sola della ricezione di quell’invito nel suo territorio a cui avevo aderito». 

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