Comacchio, attivava contratti per le utenze con i documenti altrui
I raggiri compiuti in diverse località
Comacchio Lo schema era sempre lo stesso: utilizzare i documenti di identità di soggetti terzi, acquisiti in qualche modo, e con quelli aprire contratti per la fornitura di utenze elettriche o del gas, sia per uso personale sia per alcuni bar e stabilimenti balneari dei Lidi. Raggiri da migliaia di euro nel complesso, messi in atto tra 2016 e 2018, fino all’intervento dei carabinieri, distribuiti tra Mesola, Massa Fiscaglia, Codigoro, Porto Garibaldi e i Lidi, a seconda di dove si trovassero gli immobili che beneficiavano delle utenze gratuite, intestate a persone del tutto ignare di quanto avveniva.
Dodici gli indagati iniziali, poi ridotti. Ventitré le imputazioni complessive per sostituzione di persona: un imputato ricorrente in ogni episodio e gli altri, che del sistema avrebbero beneficiato, usciti di scena grazie alla prescrizione. Tranne uno, rimasto a processo per via della recidiva. È in sintesi quanto si discute nel procedimento oggi a carico di due uomini. Il primo, indicato come l’ideatore del meccanismo, è un campano di 65 anni. Il secondo è un tarantino di 57 anni, all’epoca amministratore di una società risultata beneficiaria di un contratto di fornitura elettrica, attivato dal primo imputato utilizzando, in questo caso, il suo vero nome e cognome ma falsificando il documento di riconoscimento nei dati relativi a data e luogo di nascita.
Il 65enne, assistito dall’avvocata Elisa Cavedagna, è considerato dall’accusa la mente del sistema, colui che di fatto contattava le società di fornitura e provvedeva all’attivazione dei contratti. Va però precisato che, in cinque posizioni stralciate, ha ottenuto l’assoluzione, non essendo stata dimostrata in modo pieno la sua responsabilità sulla base delle prove raccolte dagli inquirenti. In due dei casi dei quali deve rispondere da solo – poiché per gli altri coindagati è maturata la prescrizione – l’imputato è accusato addirittura di aver utilizzato l’identità di una persona deceduta nel 1995. In altri episodi, invece, avrebbe fatto ricorso all’identità di uno dei suoi presunti complici – titolare di un bar a Comacchio, oggi tra i prescritti e indicato come persona offesa – per attivare contratti di fornitura a favore di terzi.
Il meccanismo durava in genere qualche mese, fino a quando la società di fornitura – Enel o Hera, di solito – interrompeva il servizio per i mancati pagamenti, accertando che i titolari formali dei contratti non erano a conoscenza nemmeno della loro esistenza. La prossima udienza è fissata per il 20 ottobre.
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