Coronella, ladri in casa col proprietario a letto: rubati soldi e medaglia
La testimonianza: «Mi sono alzato all’1 e 30 e ho capito»
Coronella Non pensava proprio Francesco Ghesini di 87 anni, residente a Coronella, di alzarsi dal letto verso l’una e mezza di due notti fa e trovare la casa messa sottosopra a causa della visita dei ladri. Vive solo e forse questo ha portato i malviventi a rischiare puntando sul fatto che poteva non sentirli, anche se lui – come ci ha raccontato la figlia Elisabetta – è convito di essere stato narcotizzato.
«Hanno rotto un vetro della finestra – ci racconta Ghesini –, poi sono saliti in camera per rovistare nei cassetti che ho trovato naturalmente aperti ed in disordine, portandomi via 120 euro che avevo destinato a mio nipote. Ma hanno soprattutto rubato una medaglia d’oro che mi era stata recentemente consegnata, in ricordo di mio padre Corrado ,che fu internato nei lager nazisti. Era l’unica testimonianza che avevo di lui e per questo sono davvero tanto dispiaciuto».
Al di là del danno alla finestra, del furto dei soldi e della medaglia, quello che preoccupa è l’introduzione dei ladri in una casa privata di notte, quando è probabile che chi vi abita sia presente. Un gesto che va oltre la delinquenza poiché – ma non è stato questo il caso – non è prevedibile la reazione di chi si trova di fronte un ladro. La legittima difesa va dimostrata e non sempre gli esiti sono favorevoli per la vittima: spesso, oltre al danno rischia di esserci la beffa.
La casa si trova in campagna in via Imperiale, zona vicino alla stazione ferroviaria di Coronella. I ladri hanno tentato di entrare prima dal magazzino, poi da un ingresso principale rompendo il vetro, ma c’erano le inferriate. Poi sono riusciti ad entrare dalla porta di servizio della cucina, rompendo un altro vetro e divelto il catenaccio. Hanno rovistato in tutte le stanze, anche nella camera da letto nella quale dormiva il signor Ghesini. Dopo lo spavento l’anziano ha chiamato le forze dell’ordine, arrivate subito sul posto per i rilievi.
«Hanno rubato soldi dal portafogli, alcuni spiccioli in una ciotola e, quel che più fa male – dice la figlia della vittima, Elisabetta Ghesini –, una medaglia d’onore dedicata al padre Corrado,mio nonno, che viene riservata ai cittadini italiani deportati ed internati nei lager nazisti ricevuta dal prefetto lo scorso settembre. Era di colore oro; non aveva valore economico, ma affettivo: era l’unico ricordo rimasto del padre». Ora Elisabetta chiede giustizia: «Sarebbe bello che fosse in qualche modo restituita».
Margherita Goberti
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