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Il caso

Ferrara, investì e uccise un’anziana: accordo per il patteggiamento

Daniele Oppo
Ferrara, investì e uccise un’anziana: accordo per il patteggiamento

Procura e difesa concordano 4 anni di pena, poi la parola al giudice

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Ferrara Ha risarcito integralmente il danno. E, a ridosso dei fatti, dopo essersi reso conto che la sua prima impressione era stata del tutto sbagliata, si era ripresentato sul posto e poi era andato direttamente dai carabinieri, conscio della gravità di ciò che era accaduto. La Procura e la difesa hanno trovato un accordo per un patteggiamento a quattro anni di reclusione, con pena sospesa, per il giovane di 28 anni che, con la propria auto, aveva urtato Walmen Cavalieri, 88 anni, morta sul colpo dopo essere stata sbalzata di qualche decina di metri.

L’incidente si era verificato il 29 luglio del 2024, lungo la via Comacchio, nella carreggiata che dall’abitato di Cona porta al centro del capoluogo, davanti al civico 164, dove ci sono le strisce pedonali. Il giovane era al voltante di una Fiat Panda e ritornava dal lavoro e, dopo l’urto, non si era fermato: aveva spiegato di essere stato convinto di aver colpito un animale. Una volta giunto a casa, visti i danni all’automobile e dopo un confronto con la madre, era ritornato sul posto, dove purtroppo giaceva il corpo esanime dell’anziana. A quel punto il ragazzo si era diretto alla caserma dei carabinieri, per spiegare cosa era accaduto e perché non si era fermato subito.

A seguirlo in questo doveroso quanto sicuramente difficile percorso era stato il suo legale, l’avvocato Giacomo Forlani. L’udienza davanti al giudice delle indagini preliminari per valutare l’accordo sul patteggiamento è fissata per il 3 giugno prossimo. Al 28enne è contestato il reato di omicidio stradale, aggravato dall’essersi messo alla guida dopo aver assunto alcol e cannabis, seppure non a livelli elevatissimi. La sua non è stata una guida spericolata, la consulenza tecnica cinematica ha rilevato che l’urto è avvenuto quando l’auto viaggiava a poco più di 50 km/h.

La Procura contestava inizialmente anche la fuga, ma nel patteggiamento questa accusa è caduta, valorizzando il fatto che il giovane non si fosse allontanato per procurarsi l’impunità, come dimostrato dal fatto di essere ritornato spontaneamente in via Comacchio e poi essersi presentato dai carabinieri. Il giudice valuterà se la qualificazione del fatto contenuta nel patteggiamento è corretta e potrà approvare l’accordo oppure respingerlo. 

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