Morto per la terapia errata: due dottoresse indagate a Ferrara
Un anziano avrebbe ricevuto un farmaco con dosaggio dieci volte superiore al dovuto. La Procura ha chiuso le indagini per omicidio colposo nei confronti di due dottoresse
Ferrara Le indagini sono chiuse e l’accusa è grave: aver somministrato a un anziano paziente un farmaco a un dosaggio dieci volte superiore a quello prescritto dal medico di base e comunque non conforme né alla scheda tecnica né alle sue condizioni cliniche.
La Procura di Ferrara ha chiuso nelle scorse ore l’inchiesta a carico di due dottoresse in servizio in una struttura privata della città. L’ipotesi di reato è cooperazione in omicidio colposo, nell’ambito della cosiddetta colpa medica, ossia un errore ritenuto evitabile seguendo le regole della professione e le linee guida.
Secondo l’accusa, tra la notte del 27 e la mattina del 28 settembre – giorno in cui l’uomo, 85 anni, è deceduto – le due sanitarie, che si erano avvicendate nel turno di guardia, avrebbero disposto come terapia di mantenimento, al momento del ricovero, la somministrazione del miorilassante baclofene alla dose di 100 mg due volte al giorno. Il baclofene è un farmaco utilizzato per il trattamento di patologie caratterizzate dall’aumento del tono e della contrazione dei muscoli (ipertonia spastica).
Un dosaggio che, stando alla consulenza medico-legale disposta dal pubblico ministero Ciro Alberto Savino, sarebbe stato dieci volte superiore a quello prescritto dal medico di base e in ogni caso incompatibile con la scheda tecnica del farmaco e con le condizioni dell’anziano, affetto da insufficienza renale acuta.
L’errore sarebbe dipeso dal fatto che le indagate si sarebbero attenute a quanto riportato in un foglio consegnato dallo stesso paziente, contenente – in teoria – la terapia abituale, e poi confermato verbalmente dai familiari. Una fonte che, secondo la Procura, non può essere considerata qualificata per assumere decisioni terapeutiche.
L’indagine è partita da un esposto presentato dai familiari dopo il decesso dell’uomo. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’errata e incongrua somministrazione del farmaco avrebbe provocato una insufficienza respiratoria centrale, risultata fatale.
Le due dottoresse sono assistiti dagli avvocati Marco Linguerri e Giampaolo Remondi. «Abbiamo ricevuto recentemente gli atti e li stiamo esaminando insieme ai nostri consulenti», si limitano a dichiarare i legali. Per la difesa sono stati nominati come consulenti i medici legali Alessandra Bergonzini e Lorenzo Marinelli.
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