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Il racconto

Vasco a Ferrara, l’appello di Claudia: «La pedana disabili sia dignitosa»

Nicolas Stochino
Vasco a Ferrara, l’appello di Claudia: «La pedana disabili sia dignitosa»

«Modena Park lo show più bello, ma al Dall’Ara si trasforma»

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Per Claudia Roncaglia, 52 anni, modenese, la musica di Vasco Rossi non è solo passione: è una parte fondamentale della sua vita. In vista delle due attese date al Parco Urbano Bassani di Ferrara, il suo racconto diventa testimonianza intensa di cosa significhi davvero essere fan, tra emozioni, ricordi che la legano al rockstar e anche difficoltà concrete vissute in prima persona.

Claudia, infatti, è nata con una paraparesi spastica e ogni concerto rappresenta per lei una sfida organizzativa oltre che un momento di gioia. «Per me Vasco è vita – racconta – quando lo ascolto mi eclisso dal mondo». Ma partecipare agli eventi non è sempre semplice: «I posti per disabili motori sono pochi e senza il fan club, che mi garantisce una prelazione, resterei fuori ogni volta».

Proprio per questo, Claudia guarda alle date ferraresi con speranza, ma anche con una richiesta chiara: «Spero venga sistemata una pedana disabili decente e non distante come nel 2023 per Bruce Springsteen. Era grande, sì, ma troppo lontana: ho visto il concerto solo dai maxischermi. E mio marito, come accompagnatore, è stato costretto a stare sotto, non accanto a me».

La musica di Vasco, però, va ben oltre il live. «Mi permette di sentire vicino mio cugino, suo grande fan, morto troppo giovane nel 2012, a soli 32 anni, dopo un anno di coma. Ci sono canzoni, come “Sally”, che faccio ancora fatica ad ascoltare perché me lo ricordano». Altre, invece, «mi hanno aiutata a superare momenti difficili e ad affrontare la disabilità».

Negli anni, Claudia ha costruito un rapporto speciale anche con l’artista. «Quando vado a Zocca, lui saluta prima noi disabili. È sempre attento, gentile: è lui a chiedermi come sto, se voglio una foto o un autografo». Un’umanità che conferma quanto canta in “L’uomo più semplice”: «E lì lo dimostra davvero».

Dal 2018 Claudia visita Zocca almeno due volte l’anno: «È come andare in terra santa», dice sorridendo. Non solo concerti, ma anche viaggi, incontri, amicizie nate grazie al fan club, «un ambiente bellissimo, che va oltre la musica».

Tra i ricordi più intensi, Modena Park nel 2017: «Il concerto più bello della mia vita». Da lì, la decisione di iscriversi al fan club, che oggi le consente di affrontare tour impegnativi: «Quest’anno farò otto date tra Rimini, Ferrara, Ancona, Bari e Udine».

E poi i tatuaggi – passione che condivide con il marito – segni indelebili di un legame profondo: «Ne ho diversi con suoi autografi. L’ultima volta gli ho chiesto di scrivermi “Vivere” e me la sono tatuata».

Nonostante le difficoltà logistiche – «fare richiesta tramite gli organizzatori è una trafila assurda» – Claudia non si ferma. Nemmeno davanti a viaggi complicati, come quello a Castellaneta Marina, meta del ritiro estivo di Vasco: «Non è stato semplice in carrozzina, ma per lui questo e altro». Il primo concerto? «Al Dall’Ara di Bologna, in tribuna. All’inizio mi stava pure un po’ antipatico, poi è stata magia. Da lì me ne sono innamorata».

Ora Ferrara è alle porte. Per Claudia, come per migliaia di fan, sarà un’altra occasione per vivere quella magia. Con un auspicio semplice ma fondamentale: che la musica sia davvero per tutti.