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Portomaggiore ha il marchio De.co: quali saranno i primi prodotti candidati

Annarita Bova
Portomaggiore ha il marchio De.co: quali saranno i primi prodotti candidati

L’assessore Belletti: «Un progetto ambizioso che mira a valorizzare il patrimonio storico e agroalimentare del nostro territorio»

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Portomaggiore Portomaggiore ha il marchio De.co. e alcuni salumi, come anche “la saba” ovvero il mosto cotto, potrebbero essere i primi a riceverlo. Durante la Giunta comunale del 14 aprile è stato infatti approvato il marchio Denominazione comunale di origine del Comune. Il logo riporta l’immagine della Delizia del Verginese in forma stilizzata, accompagnata dai colori giallo ed azzurro che richiamano quelli del vessillo del Comune.

Ma di cosa si tratta? Il progetto De.co. mira a valorizzare le produzioni tipiche agroalimentari e non solo del territorio, non già soggette ad altri marchi di tutela come le Igp e Dop, che rispondono a requisiti di eccellenza ed artigianalità e che rappresentano la storia, la tradizione e la cultura locale.

L’utilizzo del marchio De.co. dovrà essere autorizzato da una apposita commissione tecnica, che verrà individuata sulla base dello specifico prodotto proposto e che si occuperà anche di predisporre un disciplinare di produzione che dovrà essere rispettato dal richiedente. Del progetto per il Comune di Portomaggiore se ne è occupato l’assessore all’Agricoltura e alle Attività produttive, Enrico Belletti, supportato dal Servizio Attività produttive dell’Unione dei Comuni Valli e Delizie.

«Il territorio portuense è custode di un patrimonio di storia e di tradizioni agricole e agroalimentari che debbono essere valorizzate e tutelate – ha detto l’assessore Belletti -. L’istituzione del marchio De.co. si prefigge proprio questo scopo e si inserisce nel solco delle azioni a sostegno del settore agricolo di competenza comunale. È fondamentale non disperdere le conoscenze e le abilità artigiane che caratterizzano il nostro territorio ed, anzi, è necessario incentivare e supportare anche le future generazioni nella scelta di percorsi lavorativi legati al mondo della produzione agricola ed agroalimentare di eccellenza. Di fronte a un sempre crescente interesse da parte di un turismo legato ai temi dello slow food essere riconoscibili dall’esterno è molto importante, per questo stiamo anche strutturando importanti collaborazioni con network televisivi del settore».

Ma quali possono essere i prodotti già “pronti” a ricevere il marchio? Alla richiesta all’assessore se aveva già in mente alcune produzioni da candidare per il riconoscimento di De.co. ci ha risposto: «Portomaggiore è nota per la produzione di salumi e insaccati, ed oltre alla salama da sugo, sulla quale vige già il disciplinare Igp, riterrei opportuno proporre la coppa di testa di maiale, che pur prodotta anche in altri territori del centro Italia, se ne discosta per ingredienti e ricetta. Negli ultimi anni, inoltre, si è tornati a produrre e ad apprezzare la saba, ovvero mosto cotto d’uva, che non ha nulla da invidiare al più noto aceto balsamico. E con la saba era tradizione fare i sabadoni, prodotto dolciario da forno, che meriterebbe di essere riportato in auge».

Ecco, quindi, che «nelle prossime settimane inizierà il percorso di riconoscimento come De.co. di queste eccellenze del territorio», ha detto Belletti.

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