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Giulia Musacci è la SuperNova di Ferrara

Stefania Andreotti
Giulia Musacci è la SuperNova di Ferrara

La talentuosa ingegnere ferrarese premiata tra migliaia di profili da tutta Italia

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Ferrara La ferrarese Giulia Musacci è la SuperNova dell’anno 2026, in cima alla classifica del 111 talenti italiani under 35 stilata da Nova, grande rete professionale di talenti selezionati in Europa, con oltre 25mila membri in 80 Paesi.

Sono migliaia i profili che ogni anno vengono sottoposti a un processo di selezione in tre fasi: valutazione con tecnologia proprietaria, analisi da parte di un team specializzato e giudizio di una giuria esterna composta da dirigenti ed esperti di risorse umane. I criteri: leadership, adattabilità, eccellenza professionale, potenziale di impatto, sono pubblicati apertamente.

«Non si premia la notorietà – spiegano dall’organizzazione – ma ciò che i dati dimostrano. Il risultato: 111 vincitori in 11 settori. La Nova 111 List». Al cui vertice appunto c’è Giulia che ha studiato e si è laureata a Ferrara alla triennale in Ingegneria Meccanica, e ha poi conseguito la doppia laurea magistrale al Politecnico di Milano e di Torino con la Scuola di Eccellenza Alta Scuola Politecnica, sempre nell’ambito dell’ingegneria meccanica, e poi il Master in Business Administration alla London Business School.

«Essere inclusa nella Nova 111 List e ricevere il riconoscimento SuperNova rappresenta per me soprattutto il valore del percorso – dice Musacci –: delle scelte coraggiose, dei rischi affrontati e della volontà di generare un impatto autentico restando fedele ai miei principi. È anche una responsabilità a continuare a crescere, mantenendo curiosità e senso critico, e a contribuire sempre di più alla comunità. Un momento chiave è stato spostare il mio focus dal “cosa” al “chi”, scegliendo di lavorare sullo sviluppo delle persone e dei leader per creare un impatto più profondo e duraturo. Tra le sfide più importanti, il passaggio a ruoli di leadership mi ha insegnato il valore di decisioni consapevoli, anche difficili, orientate al bene collettivo. Il consiglio che porto con me è di puntare sempre in alto, senza sottostimarsi, chiedere aiuto lungo il percorso e accettare anche le cadute, perché sono spesso ciò che ci permette di ripartire con maggiore consapevolezza».

In meno di un decennio Musacci ha costruito un percorso che la maggior parte dei professionisti non completa in un’intera carriera. In McKinsey & Company è passata da associate a junior associate partner in meno di quattro anni, guidando la digitalizzazione del settore pubblico italiano con oltre 15 nuovi clienti tra governi regionali e ministeri, coordinando trasformazioni su larga scala in banca ed energia con investimenti superiori ai 2 miliardi di euro, e progettando modelli di business in sanità digitale capaci di generare ricavi aggiuntivi per 40-50 milioni di euro. Oggi, da GhSmart – appena riconosciuta da Forbes come una delle migliori società di consulenza manageriale d’America – affianca Ceo, consigli di amministrazione e investitori nelle decisioni più critiche di leadership e successione.

«Sono l’unica italiana della mia azienda, lavoro tra Milano e Bergamo – racconta –, a Ferrara torno per venire a trovare la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto in ogni mia avventura professionale, senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. Ferrara è anche la città dove ho compiuto il primo ciclo di studi universitari, poi però avevo bisogno di nuove sfide, per questo mi sono dedicata a nuove esperienze».

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