Tentata estorsione al Big Town di Ferrara: condanna definitiva per Piccinini
La Cassazione respinge il ricorso della difesa contro i tre anni di reclusione
Ferrara La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della difesa rendendo definitiva la condanna a tre anni di reclusione per tentata estorsione nei confronti di Lorenzo Piccinini, 23 anni. La decisione, adottata dalla settima sezione, è datata 14 aprile.
La sentenza si inserisce nel filone giudiziario legato alla tragedia del Big Town, il locale di via Bologna teatro, il 1º settembre 2023, dell’uccisione di Davide Buzzi e del grave ferimento dello stesso Piccinini. Quella sera Buzzi e Piccinini si recarono nel locale per una spedizione punitiva nei confronti del barista Mauro Di Gaetano. L’episodio si concluse con la morte di Buzzi e il ferimento grave di Piccinini. Per quei fatti Giuseppe e Mauro Di Gaetano, padre e figlio, sono stati successivamente condannati entrambi a 28 anni di reclusione per omicidio e tentato omicidio.
La condanna per tentata estorsione trae origine da quanto avvenuto pochi giorni prima, il 25 agosto 2023, quando Buzzi aveva avanzato al barista una richiesta di 3mila euro, indicata come una sorta di risarcimento per la morte del figliastro diciannovenne Edoardo Bovini. Il giovane era deceduto una decina di giorni prima per un malore fatale accusato davanti al locale dopo l’assunzione di cocaina.
In primo grado e in appello un elemento centrale del processo è stato rappresentato dai file audio rinvenuti nello smartphone di Buzzi, relativi a una chat con Piccinini del 1º settembre. In quei messaggi Buzzi, che si autodefiniva «croccante», spiegava di voler tornare al Big Town per ribadire la richiesta dei 3mila euro, minacciando di distruggere il locale. Dalle conversazioni emergeva anche l’intenzione di portare con sé una tanica di benzina, definita da Piccinini «una cosa esotica».
La difesa, rappresentata dall’avvocato Giampaolo Remondi, aveva chiesto una diversa qualificazione dei fatti, sostenendo che Piccinini non avesse condiviso un intento estorsivo ma solo una spedizione punitiva. Una tesi respinta in tutti i gradi di giudizio.
Piccinini si trova attualmente agli arresti domiciliari ed è sottoposto a limitazioni della libertà personale dalla fine di settembre 2023. A suo carico risultano anche altre due condanne definitive: una a un anno per rapina e una a un anno e due mesi per tentata rapina. In occasione dell’ultima sentenza, pronunciata con rito abbreviato, era stata revocata la sospensione condizionale concessa per le prime due pene.
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