Dissequestrata la discarica che incombe sul Bondenese
Serviranno 45 giorni per conoscere le motivazioni della decisione
Scortichino È durato poco meno di due mesi il secondo sequestro della discarica di Finale Emilia, a ridosso con il territorio bondenese. Il tribunale di Modena (giudici Francesca Tortora, Roberto Perrone e Giuseppe Centamore) ha infatti annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal gup il 20 febbraio e nel medesimo atto ha ordinato la restituzione dei lotti della discarica a Feronia, la società proprietaria e gestrice degli spazi in località Quattrina.
Di fatto si ripresenta il medesimo canovaccio del primo sequestro quando il pubblico ministero Marco Niccolini aveva ottenuto i sigilli per il discusso e contestato impianti che accoglie rifiuti speciali non pericolosi e i giudici avevano poi provveduto ad annullare il provvedimento.
Ora occorrerà capire se la Procura di Modena - come appare scontato - farà ulteriore appello contro la decisione del collegio presieduto dalla dottoressa Tortora.
Nel frattempo, infatti, si tornerà in tribunale il 28 maggio quando dovrebbe iniziare il secondo procedimento sulla discarica, rinviato a fine marzo per una mancata notifica. Gli imputati sono legale rappresentante di Feronia Srl e l’ex dirigente responsabile del servizio Arpae-Sac di Modena. Entrambi sono accusati di inquinamento ambientale in concorso. L’ex dirigente Arpae anche di omissione di atti d’ufficio.
Il dissequestro è indirettamente un punto a favore delle difese, convinte di riuscire a dimostrare la correttezza dell’operato di manager e tecnici.
Per Feronia l’inquinamento era imputabile alla conformazione naturale del terreno e aveva precedentemente ottenuto un innalzamento dei “Valori di Fondo”, ossia una deroga ai limiti più severi fissati direttamente dalla legge. Le risultanze investigative sostengono che i nuovi prelievi superano abbondantemente anche tali soglie, tanto che il Giudice per l’udienza preliminare, nel decreto di sequestro preventivo, aveva riconosciuto («con un alto grado di probabilità logica», sostiene il Comune di Finale), che la fonte dell'inquinamento derivi proprio dalla gestione continuativa della discarica. Su quelle basi era scattato il sequestro ad opera dei carabinieri del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) del gruppo forestale di Modena.
Per capire le motivazioni del dissequestro occorrerà attendere 45 giorni e solo in quel momento sarà possibile tratteggiare le mosse strategiche delle parti.
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