Lavori al parco Urbano di Ferrara: ecco di cosa si tratta
L’amministrazione illustra i diversi interventi effettuati per 75mila euro
Ferrara Piantano fiori? È un’isola per i rifiuti? Una piazzola per camion? Un parcheggio per auto? Chi frequenta e attraversa il Parco Urbano non ha potuto fare a meno di interrogarsi sui lavori in corso che hanno interessato diversi punti fuori e dentro l’area verde cittadina. «Sarebbe veramente un delitto per l'ambiente portare mezzi inquinanti nel cuore del parco urbano». È il commento di un cittadino. E altri si sono susseguiti sui social in questo ultimo mese.
«Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, e i suoi, stanno ulteriormente devastando il Parco Urbano voluto da Giorgio Bassani e Paolo Ravenna come polmone verde della città – ha scritto Michele Ronchi Stefanati su Facebook - immagino lo stiano facendo sempre per lo stesso motivo: rendere il parco adatto ai maxi-concerti che ci vogliono fare, tra cui quello di Vasco Rossi in programma a breve. Chissà se Vasco è al corrente di tale sopruso ambientale».
Ma cosa sta succedendo al parco? L’intervento più significativo è quello sul viale principale, entrando dal ponte di via Bacchelli. In un’ampia area che prima era prato è stato fatto uno scavo per posare delle geogriglie ed è stato realizzato un cordolo di cemento lungo tutto il perimetro.
«Sopra abbiamo riseminato l’erba e tra qualche giorno dovrebbe crescere, così non si vedranno più», rassicurano dall’amministrazione. A cosa serve questo intervento? «A creare un angolo per eventuali mezzi e bancarelle pesanti o food track che si potranno installare lì in occasione degli eventi che si terranno al parco, per non rovinare l’erba sottostante».
Le geogriglie sono materiali sintetici, simili a reti, utilizzati nell'ingegneria civile principalmente per rinforzare terreni, migliorare la capacità portante delle fondazioni, stabilizzare pendii e ridurre l'erosione. Bloccano i movimenti laterali del terreno e riducono i cedimenti. In questo modo mezzi e persone che sosteranno lì non correranno pericoli. Oltre a questi lavori, altri hanno interessato il quadrante nord est del parco, in prossimità del vialetto che conduce alla piscina, dove è stato posato un tubo forato nella parte superiore che catturerà l’acqua farla defluire e drenare il terreno, poiché si tratta di una zona soggetta ad allagamenti e ristagni. L’interramento della tubatura è concluso e anche lì è stata ripiantumata l’erba.
Infine, un ulteriore scavo ha interessato la messa a norma del parcheggio della piscina, dove è stato realizzato l’allargamento di una curva, con relativa asfaltatura. Tutti i lavori in corso dovrebbero concludersi in giornata, per una spesa complessiva di 75mila euro. Non sarebbero previsti altri lavori. «Sono interventi di miglioramento e messa in sicurezza dello spazio pubblico», rivendica l’amministrazione. «È tutto finalizzato a usarlo per altri scopi che non siano vivere in modo sostenibile il più importante polmone cittadino, un’area che invece si insiste a voler riempire a dismisura», è la replica di diversi cittadini.
E in questo dibattito arriva anche il commento di Vainer Merighi, ex assessore ai lavori pubblici della giunta di Gaetano Sateriale: «A questo punto il parco non dovrebbe più essere intitolato a Giorgio Bassani, presidente di Italia Nostra. Sta lentamente e violentemente scomparendo l’idea di parco che avevano avuto l'avvocato Ravenna, il sindaco Soffritti, l’assessore Bertasi e nel loro lavoro l'assessore Bratti ed il sottoscritto. Da un parco di quiete polmone verde e di campagna volto a rappresentare una magnifica addizione tra le mura ed il Po, rispettosa del delicato equilibrio ecologico e della biodiversità a spazio (si spazio non parco) per grandi eventi e concerti, che tutto questo travolgeranno. Non sono d'accordo. Si sta perpetrando un atto violento nei confronti della città».
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