Ferrara, Pronto soccorso presi d’assalto, ma 5.400 utenti poi fuggono
Vignali (Fi): «Tanti accessi ma troppi vanno via». I dati presentano valori nettamente superiori a quelli del 2019 pre-Covid
Ferrara «Nei Pronto soccorso e nei Cau della provincia di Ferrara nel 2025 si registrano 5.489 abbandoni e gli accessi risultano nettamente superiori ai livelli pre-pandemia. È il risultato molto deludente dell’attuale riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza da parte della Regione Emilia-Romagna». Lo ha dichiarato il presidente del Gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Pietro Vignali, commentando i dati 2025 relativi alle strutture di emergenza urgenza attive nella provincia di Ferrara comunicatigli dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute.
«Nel dettaglio, 3.931 pazienti hanno abbandonato i Pronto Soccorso prima della conclusione del percorso di diagnosi e cura, mentre 1.558 persone hanno lasciato il servizio dopo l’apertura della cartella clinica – ha proseguito il capogruppo azzurro –. Complessivamente, nel 2025 si registrano 213.083 accessi tra Pronto Soccorso, Cau e Punti di primo intervento, un valore che ha portato il sistema dell’emergenza-urgenza ferrarese a livelli nettamente superiori a quelli del 2019, anno pre-Covid, quando gli accessi complessivi erano stati 160.991. Questo significa che la domanda di emergenza non solo non è diminuita, ma è aumentata in modo significativo».
A preoccupare il forzista è il fenomeno degli abbandoni, in gran parte riguardanti il Pronto soccorso dell’ospedale di Cona. Si tratta di migliaia di persone che entrano nel sistema sanitario e lo lasciano senza completare il percorso di cura. «Di queste, quasi 4000 non sono nemmeno arrivate alla visita medica. L’analisi dei codici di accesso conferma inoltre che la pressione sul sistema è legata principalmente ai casi meno gravi: oltre il 71% degli accessi è rappresentato da codici verdi e bianchi; i codici rossi sono appena l’1,81% del totale».
«Siamo di fronte a un evidente problema organizzativo – sostiene Vignali –. Si sono moltiplicate sedi ed équipe, con costi molto elevati, ma il risultato è che è stato semplicemente spostato il problema da un punto all’altro del sistema. Troppi cittadini si rivolgono a questi servizi per bisogni non urgenti, e il sistema fatica a dare risposte rapide. Chi abbandona, soprattutto nei Cau, presenta nella maggior parte dei casi problemi a bassa complessità e differibili. È la riprova del fallimento della riorganizzazione del sistema di emergenza che ha portato alla creazione dei Cau, il cui costo minimale mai smentito è stato di 35 milioni di euro».
«Non possiamo sottovalutare – ha concluso il capogruppo di Forza Italia – che migliaia di cittadini rinuncino alle cure dopo essersi rivolti al servizio sanitario. Il sistema ha perso efficacia proprio dove dovrebbe essere più forte, cioè nella capacità di garantire risposte rapide e appropriate».
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