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Ponte Nuovo a Cento, lavoro d’insieme. «Collaborare è fondamentale»

Georges Savignac
Ponte Nuovo a Cento, lavoro d’insieme. «Collaborare è fondamentale»

I sindaci Accorsi e Borsari sulla chiusura da domani mattina

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Cento Qualche lamentela in questi giorni per i camion. che per andare al cantiere nei pressi dello Spallone attraversano il centro, passando sotto il Ponte Nuovo. Ma il conto alla rovescia è partito: domani segnerà l’inizio di una fase storica per Cento e Pieve di Cento, con la chiusura del Ponte Nuovo e l’avvio di un cantiere destinato a cambiare profondamente la viabilità. A fare il punto sono stati i due sindaci, Edoardo Accorsi e Luca Borsari.

«La data è importante, ma il lavoro è già iniziato da tempo – spiega il sindaco Borsari – sottolineando come la chiusura rappresenti solo una tappa di un percorso più ampio. Siamo pronti, ma dovremo continuare a esserlo strada facendo».

Il programma La chiusura del ponte, prevista alle 9 di domani, non comporterà interventi immediati visibili come demolizioni “spettacolari”.

«Nei primi giorni vedremo lavori propedeutici, fasi preparatorie necessarie prima della demolizione e della ricostruzione», ha chiarito il sindaco Accorsi. Un cantiere complesso, influenzato anche da fattori esterni come il meteo. Al centro del confronto anche il tema della viabilità alternativa.

«Non esiste una soluzione unica valida per tutti», dicono ancora dalle due amministrazioni, evidenziando come i percorsi cambino in base alle esigenze di cittadini e lavoratori. Particolare attenzione è stata riservata ai mezzi pesanti, che non potranno transitare sul Ponte Vecchio.

«Abbiamo individuato percorsi alternativi, come il passaggio tra Decima e San Giovanni e la Trasversale di Pianura», dicono ancora i sindaci. Sul fronte pievese, Borsari ha illustrato gli interventi per ridurre le criticità: sensi unici, modifiche agli incroci e un nuovo semaforo “intelligente” in via Verdi.

«L’obiettivo è ridurre le interferenze e migliorare la fluidità del traffico, soprattutto nei punti più critici vicino al Ponte Vecchio».

Non meno importante il ruolo del ponte di Dosso, che ha riaperto ieri con un senso unico alternato.

Alla domanda più ricorrente, ovvero perché tanti lavori contemporaneamente, la risposta è stata netta.

«Non sempre c’è margine di scelta», ha ribadito il sindaco centese Accorsi.

«I finanziamenti hanno tempistiche precise e perdere queste risorse significherebbe rinunciare a interventi fondamentali».

Il collega pievese Borsari ha aggiunto: «È una tempesta perfetta, ma in senso positivo: dopo anni sono arrivate le risorse e ora dobbiamo cogliere l’occasione».

Entrambi i sindaci hanno poi voluto condividere anche il lato umano di questa fase. «Il senso di responsabilità pesa – ha ammesso Accorsi –. Sono decisioni che non ti fanno dormire tranquillo, ma l’obiettivo è la sicurezza delle nostre comunità». Sulla stessa linea Borsari: «Non mi sento fiero, ma motivato. Stiamo facendo qualcosa di importante, un’opera che resterà nel tempo».

Una sfida complessa, dunque, richiederà pazienza e collaborazione. Ma anche un passaggio necessario. E in questo caso, il bene passa da un ponte che oggi si chiude, ma che domani (fra nove mesi salvo intoppi) sarà più sicuro e funzionale. 

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