La Nuova Ferrara

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Il corteo

Una “marea di libertà” sfila per le vie di Ferrara

Stefania Andreotti
Una “marea di libertà” sfila per le vie di Ferrara

Gli organizzatori: «Repressione in aumento ma teniamo alta la bandiera partigiana»

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Ferrara Lo scorso anno il corteo per la Liberazione era partito dall’Ippodromo, in ricordo dei vent’anni dalla morte di Federico Aldrovandi. Quest’anno si è scelto di iniziarlo dal Parco Coletta, in solidarietà agli abitanti del grattacielo sfollati e ancora in attesa di capire cosa sarà delle loro case. Un migliaio circa di cittadine e cittadini ha risposto alla chiamata “Venti di Resistenza, maree di libertà” di Centro di Promozione Culturale "La Resistenza", Ferrara Transfemminista, Fronte della Gioventù Comunista Ferrara, Unione Sindacale di Base Ferrara, Ferrara per la Palestina, Collettivo Out!, Collettivo 25S e Link Ferrara - Studenti Indipendenti. 

Il corteo si è snodato per Porta Po fino a Piazza Ariostea, per passare dal Centro Sociale Resistenza che è stato chiuso dal Comune e dove tradizionalmente si svolgevano le iniziative per questa giornata. La conclusione è in piazza Cattedrale
«A più di 80 anni dalla gloriosa giornata che segnò la liberazione del nostro paese dal nazifascismo, anche a Ferrara scendiamo in piazza per tenere alta la bandiera della Resistenza partigiana – hanno detto gli organizzatori - ne sentiamo ancora di più la responsabilità in questa fase storica, segnata in modo sempre più preoccupante dall'ampliamento dei fronti di guerra in tutto il mondo. Mentre aumentano le tensioni imperialiste assistiamo a nuovi piani di riarmo, con la Nato che approva l'aumento della spesa militare al 5% del Pil, e l'Ue che lancia un ReArm Europe Plan che porterà più di 800 miliardi di euro nel settore bellico».

«Nel frattempo – proseguono - in Italia aumenta la repressione con l'approvazione di nuovi decreti sicurezza e la discussione del Ddl Antisemitismo, proposto tanto dal centrosinistra quanto dal centrodestra. Si prepara così il fronte interno, restringendo ogni spazio di agibilità politica e sindacale, mentre si porta avanti un attacco senza precedenti alle nostre condizioni di vita: per rifinanziare l'industria della guerra, infatti, sono già stati previsti tagli strutturali alla sanità, alla scuola, all'università e alle pensioni. Questo è solo un assaggio di un piano molto più ampio e generale, che nei prossimi 10 anni vedrà la spesa militare aumentare di oltre 100 miliardi di euro. Tutto ciò avviene mentre il genocidio in Palestina prosegue, con la piena complicità del governo Meloni che recentemente ha emanato centinaia di provvedimenti penali contro chi è sceso in strada durante le grandi giornate di sciopero generale in autunno. È una precisa scelta politica, con cui si distruggono decenni di conquiste ottenute da lavoratori e studenti dando seguito alle aspirazioni della lotta partigiana».

La giornata di oggi assume quindi un valore ancora più importante: «Torniamo a portare in alto quell'eredità, perché non è questo il paese per cui centinaia di migliaia di uomini, donne, giovani e giovanissimi hanno dato la loro vita. Un'Italia in cui la precarietà e la miseria aumentano quotidianamente. In cui quattro persone muoiono ogni giorno sul luogo di lavoro, e tra questi anche degli studenti costretti a lavorare gratuitamente, venendo educati ad accettare che sia normale lavorare senza ricevere un salario e senza sicurezza. Un paese in cui è all'ordine del giorno la notizia di violenze, stupri e femminicidi, ma si torna sistematicamente a mettere in discussione il diritto all'aborto, si definanziano centri antiviolenza e consultori, e contestualmente si prova a far passare una Ddl stupri che elimina completamente il consenso dalla questione della violenza».

In conclusione: «La lotta di liberazione nazionale voleva cancellare il fascismo e allontanare l'invasore nazista, ma al contempo cercò di porre le basi per guadagnare la giustizia sociale, costruendo una democrazia sostanziale, libera dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Riteniamo improrogabile lo sforzo per continuare a muoverci in quell'esempio, innervando tutte le lotte più importanti del nostro tempo di quello stesso spirito».

Dopo il corteo è previsto un momento di socialità e aggregazione presso il Factory Grisù, dove si terrà un pranzo popolare con musica dal vivo per continuare la giornata.