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La denuncia

Minaccia tutti con una catena: 43enne allontanata da Ariano torna in paese

Annarita Bova
Minaccia tutti con una catena: 43enne allontanata da Ariano torna in paese

Per una ferrarese era scattato il divieto di ritorno. La donna è stata però vista in un negozio e non ha saputo dare alcun tipo di spiegazione

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Ariano Non sarebbe più potuta tornare ad Ariano dopo aver minacciato alcuni passanti con una catena ma è stata sorpresa in un negozio e denunciata dai carabinieri di Taglio di Po. Si tratta di una donna di 43 anni, residente nel ferrarese e l’ipotesi accusatoria di “inosservanza di divieto di ritorno” stabilito con foglio di via obbligatorio dell’autorità provinciale di pubblica sicurezza.

I carabinieri infatti, dopo aver notato l’interessata nei pressi di un esercizio commerciale di Ariano nel Polesine, hanno provveduto ad una sua completa identificazione. A seguito degli accertamenti svolti sul posto è emerso che la 43enne ferrarese era soggetta a un divieto di ritorno nel Comune di Ariano nel Polesine per la durata di tre anni, emessa dal Questore di Rovigo nel mese di gennaio 2026. Alla richiesta di informazioni da parte degli operanti sul perché fosse tornata nel paese nonostante le fosse vietato, la donna non ha saputo fornire alcuna giustificazione valida e pertanto è stata deferita in stato di liberà per la violazione del divieto di ritorno.

Tale misura di prevenzione personale si era resa necessaria a seguito di un grave episodio verificatosi nell’autunno del 2025; in quell’occasione, a seguito di una chiamata al 112, i carabinieri erano intervenuti nel centro abitato di Ariano nel Polesine per la presenza della donna, che stava brandeggiando una catena all’indirizzo dei passanti, proferendo frasi minacciose. Alla vista dei militari inoltre la donna – già gravata da numerosi precedenti penali e di polizia – aveva assunto un atteggiamento scontroso e non collaborativo, consegnando poi spontaneamente la catena d’acciaio. Per tale episodio, i carabinieri di Ariano nel Polesine avevano deferito alla Procura della Repubblica di Rovigo la donna per il reato di possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere, ed il suo comportamento era stato al contempo prospettato all’autorità di pubblica sicurezza della provincia di Rovigo come un concreto pericolo per la sicurezza e la tranquillità pubblica.

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