L’Università di Ferrara avvia un’indagine
Dopo le dichiarazioni del prof Occhionorelli mandate in onda da Mi Manda RaiTre L’Ateneo rivendica trasparenza e correttezza sul concorso contestato: «Noi parte lesa»
Ferrara L’Università di Ferrara ha deciso di avviare un’indagine interna per «verificare, al di là di ogni facile clamore mediatico, sia la regolarità della procedura concorsuale in oggetto sia il comportamento dei singoli che ne hanno preso parte». L’annuncio arriva direttamente dall’Ateneo estense ed è collegato alle dichiarazioni del professor Savino Occhionorelli, mandate in onda domenica mattina dalla trasmissione Mi manda RaiTre.
La procedura richiamata è quella relativa a un bando da ricercatore, inizialmente vinto da un candidato che non avrebbe potuto partecipare e poi perso dall’unico concorrente rimasto, Antonio Pesce, dopo la ripetizione della selezione. La prima procedura era stata annullata dal Tar. Era stata nominata una seconda commissione, della quale Occhionorelli faceva parte.
Le dichiarazioni del professore sono particolarmente dure. Oltre a evocare l’esistenza di un «sistema baronale», ha affermato che a Pesce «era stato detto di non rompere i coglioni al concorso» e ha ipotizzato che l’esito finale — con la bocciatura del candidato e l’assegnazione di un punteggio pari a zero alla lezione didattica, giudicata invece eccellente dalla prima commissione — «sarà stata una ritorsione, è possibile». Sul caso pende un secondo ricorso davanti al Tar.
Unife «rivendica la trasparenza e la correttezza delle procedure di reclutamento, che rappresentano da sempre principi fondamentali della propria azione istituzionale». Sottolinea che «eventuali comportamenti o dichiarazioni individuali, qualora confermati, non possano in alcun modo essere ricondotti al funzionamento complessivo dell’Università, che fonda le proprie attività su procedure pubbliche, tracciabili e soggette a rigorosi controlli». L’Ateneo si dichiara «parte lesa rispetto a qualsiasi eventuale condotta non conforme ai propri principi» e, proprio sulla base di ciò, annuncia l’avvio di «una capillare istruttoria interna», alla luce di quanto emerso nel servizio televisivo.
Sul punto, La Nuova ha contattato telefonicamente il professor Occhionorelli per chiedere eventuali chiarimenti sulle sue affermazioni, ma il docente ha preferito non rilasciare dichiarazioni. In merito infine all’insegnamento di Medicina culinaria, tenuto da Pesce nel corso di laurea in Medicina e cancellato per il prossimo anno, Unife ribadisce che la decisione «rientra nei periodici aggiornamenti dei corsi di studio, programmati secondo le normali procedure accademiche», e che «non è in alcun modo collegata o riconducibile alla vicenda in oggetto».
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