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Ferrara, aziende unificate e più organizzate: ecco il piano Natalini

Marco Nagliati
Ferrara, aziende unificate e più organizzate: ecco il piano Natalini

Approvato il bilancio di previsione, il deficit cala di otto milioni di euro

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Ferrara Quest’anno a Nicoletta Natalini (direttrice generale di Azienda ospedaliera e Azienda Usl) è andata di lusso. L’anno scorso il bilancio – accorpato – delle due aziende venne bocciato dalla Conferenza territoriale socio sanitaria, stavolta invece il prospetto di previsione 2026 (che globalmente cuba ben oltre il miliardo di euro; 655 milioni per l’Ausl) è approvato dai sindaci del Ferrarese che compongono la Ctss: 16 voti favorevoli e 43 astenuti.

E l’astensione, è stato precisato dagli amministratori, si declina in un mezzo assenso in attesa che nei prossimi mesi si attui progressivamente quanto contenuto nel dossier. Si tratta del primo vero bilancio della Natalini, in quanto quello dell’anno scorso era stato ereditato da Monica Calamai che lasciò a fine gennaio: subentrando il mese successivo, per l’attuale direttrice generale c’era nulla da incidere. Stavolta ha avuto più di un anno di lavoro e di conoscenza del sistema locale.

E il clima era palesemente diverso rispetto a dodici mesi fa: ieri facce rilassate, ringraziamenti già prima della relazione. La Natalini è partita spedita, sentendo “suo” il planning. Nello sport si direbbe piano gara, che andrà sviluppato nei prossimi otto mesi.

Con una premessa, sostanzialmente neppure sorprendente: «I fondi che riceviamo sono inferiori alle esigenze del sevizio sanitario – introduce la Natalini –, non c’è spazio per voli pindarici. Per dire: su alcuni interventi programmati, al momento, non abbiamo la totale copertura economica. In corso d’anno la Regione vedrà come corrispondere a queste esigenze. Ricordo anche che a Ferrara si abbassa la quota di accesso al finanziamento, perché cala la popolazione da assistere». In soldoni: la percentuale di finanziamento è calcolata sul bacino d’utenza. «Tenere aperte le strutture e mantenere i dipendenti porta ad uno squilibrio finanziario», precisa la Natalini.

Eppure la Regione ha un occhio di riguardo per la nostra provincia: su base d’accesso di diritto pari al 7,6%, viene erogata una quota pari all’8,3% («è tenuto conto che la nostra cittadinanza è sempre più vecchia», spiega la direttrice).

Il bilancio, fatto di cifre e di idee. La base di partenza è una riduzione del deficit di 8 milioni di euro (dai meno 120 milioni del ‘25 ai meno 112 attuali), con però proiezione al pareggio a fine 2026. E qui occorre mettere testa e piedi dentro i numeri.

Prima le cattive notizie, in altre parole quelli che saranno gli aumenti di spesa preventivabili: 10 milioni in più per l’acquisto dei farmaci, 2,4 milioni per la farmaceutica convenzionata, 2 milioni per dispositivi medici, chirurgia vascolare, robotica, cardiologia invasiva. Ancora: 300 mila euro per trasporti sanitari, poi 2,4 milioni per l’energia e 5,3 milioni per la manutenzione.

Avanti: 1,3 milioni per la medicina di base e nuove assunzioni. Come fare a ridurre il passivo e non far calare la qualità del servizio? Ecco le buone nuove che racconta la Natalini alla voce “azioni strategiche”: unificazione progressiva delle due aziende, riorganizzazione, implementazione, potenziamento delle case di comunità, miglioramento dell’accessibilità, riduzione accessi impropri al pronto soccorso.

Di pari passo l’avanzamento della sanità digitale: televisite e telemonitoraggio. A ruota è stato svelato il piano degli investimenti: 217 assunzioni globali (Azienda ospedaliera e Ausl) tra medici, infermieri ed oss; cui vanno aggiunte 49 stabilizzazioni del personale. Infrastrutture: 13 milioni per la Casa comunità cittadella di S. Rocco (riqualificazione anello ex ospedale S. Anna), 6 milioni per il Borselli di Bondeno, 11 milioni per l’ospedale di Cento, oltre 1 milione per il pronto soccorso di Argenta (e già a bilancio 14 milioni per il nuovo padiglione ospedale di Argenta con proiezione 2027).

Infine la collaborazione con Unife, che acquisterà e donerà tecnologia per oltre 2 milioni di euro. E sui tempi d’attesa, tasto sempre dolente: «Massimizzare l’utilizzo posti nelle agende – promette la Natalini –, con recupero prestazioni e sedute aggiuntive».