Lavoro insicuro, nel 2026 infortuni raddoppiati in provincia di Ferrara
Secondo gli ultimi dati Inail, aggiornati a fine febbraio, i casi sono stati 1.245. Uno su due avviene nel comparto dei servizi. Nel 2025 furono “solo” 637
Ferrara La Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, che cadeva ieri, ha offerto l’opportunità di fare il punto della situazione nel Ferrarese sul tema. Il 2026 si apre con 1.245 denunce di infortunio sul lavoro nei primi due mesi dell’anno, secondo i dati Inail aggiornati a febbraio. Si tratta di un dato ancora parziale, ma in netto aumento rispetto ai 637 casi registrati nello stesso periodo del 2025. Ciò non significa necessariamente che ci sarà un “boom” di infortuni quest’anno, data la stagionalità del fenomeno, tuttavia è un dato da attenzionare considerando anche che negli ultimi sei anni solo il 2022 ha visto numeri simili (1.200) infortuni.
La distribuzione per genere conferma un equilibrio più marcato rispetto ad altre realtà regionali: gli uomini rappresentano circa il 57% degli infortunati, mentre le donne si attestano intorno al 43%. Una quota femminile significativa, che riflette il peso di settori come sanità e servizi, dove l’occupazione femminile è più diffusa rispetto alla manifattura pesante. Proprio la struttura produttiva del Ferrarese è coerente con i dati legati agli infortuni.
Oltre la metà si concentra nel comparto dei servizi alle imprese (circa 54%), che comprende attività eterogenee come logistica, cooperative e servizi di supporto. Seguono la manifattura (circa 12%) e la sanità (circa 8%), mentre risultano più contenuti commercio, costruzioni e trasporti. Si tratta di una configurazione diversa rispetto alle province più industriali dell’Emilia-Romagna, dove la manifattura ha un peso molto maggiore.
Anche la dinamica degli incidenti appare stabile. La maggior parte degli infortuni avviene in occasione di lavoro (circa l’84%), ma una quota crescente è legata agli spostamenti: gli eventi in itinere rappresentano ormai circa il 16% del totale. Gli incidenti che coinvolgono un mezzo di trasporto si attestano intorno al 6%, ma se si guarda all’intero periodo 2021-2025 emergono valori più elevati, compresi tra l’8% e il 13%, segnale di una componente di mobilità sempre più rilevante.
Per comprendere meglio il quadro attuale è utile osservare l’andamento degli ultimi anni. Sempre secondo i dati Inail, Ferrara registra 4.307 infortuni nel 2021, seguiti da un marcato aumento nel 2022, quando si raggiungono 5.153 casi. Questo picco appare strettamente legato alla ripresa delle attività economiche dopo la pandemia.
Nei tre anni successivi si osserva invece una fase di stabilizzazione: 4.328 nel 2023, 4.195 nel 2024 e 4.242 nel 2025. Un trend quindi che si conferma sostanzialmente stabile dal post Covid. Le variazioni più interessanti riguardano la composizione del fenomeno.
La quota di infortuni in itinere cresce nel tempo, passando dal 14,1% nel 2021 a valori attorno al 15,6-15,7% nel 2024 e 2025, con un picco del 16,7% nel 2023. Parallelamente, aumenta anche il peso degli incidenti che coinvolgono mezzi di trasporto, che oscillano tra l’8% e oltre il 12% nel periodo considerato. Dal punto di vista settoriale, il sistema locale mostra una forte presenza dei servizi, che rappresentano tra il 36% e il 47% degli infortuni a seconda dell’anno. La manifattura resta su livelli più contenuti, generalmente tra il 12% e il 15%, mentre la sanità evidenzia una dinamica particolare: nel 2022 raggiunge circa il 23%, per poi tornare intorno all’11% negli anni successivi.
Il confronto con il resto dell’Emilia-Romagna aiuta a inquadrare meglio il dato ferrarese. Il numero di infortuni nel Ferrarese è circa un quarto, rispetto ai 16.700 di Bologna e i 14.700 di Modena, province caratterizzate d’altronde da una forte presenza industriale. Anche realtà di dimensioni intermedie come Reggio Emilia (circa 9.300 casi) e Parma (circa 7.800) presentano valori significativamente superiori.
