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Ferrara, tentò di uccidere i vicini: condannato a nove anni

Daniele Oppo
Ferrara, tentò di uccidere i vicini: condannato a nove anni

Sergio Borea scagliò dardi di fiocina contro marito e moglie

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Ferrara È stato condannato a nove anni di reclusione, Sergio Borea, l’uomo di 64 anni accusato del tentato omicidio dei vicini di casa, contro i quali aveva lanciato alcuni dardi di fiocina. Borea è stato giudicato con il rito abbreviato ieri mattina dal giudice dell’udienza preliminare Marco Peraro, che ha stabilito in 60 giorni il termine per il deposito delle motivazioni.

«Faremo appello», le uniche parole rilasciate dal difensore dell’imputato, l’avvocato Massimo Bissi. «Siamo soddisfatti per l’esito del procedimento», afferma l’avvocata Valentina Bordonaro, che assiste i coniugi colpiti dai dardi – Lauro Collini e Graziana Arlotti – e i loro due figli, tutti costituitisi parte civile. Borea è stato condannato a risarcire le parti civili e il giudice ha stabilito che debba pagare una provvisionale da 50mila euro per Lauro Collini, 30mila euro per la moglie e 15mila euro ciascuno per i figli.

Il fatto risale al 25 aprile dello scorso anno e si è verificato a Boara, dove Sergio Borea viveva in una villetta. L’uomo si era affacciato alla finestra e aveva puntato un fucile da sub contro il cugino, Lauro Collini, che si trovava nel portico di casa, colpendolo all’addome con un dardo. A vedere la scena era stata la moglie di Collini, Graziana Arlotti, che si era precipitata verso il marito per soccorrerlo: in quel momento un secondo dardo, scagliato con un secondo fucile già caricato, aveva ferito anche lei, colpendola al collo.

Alla base dello sconcertante scoppio di violenza, risulta esservi anche una annosa questione familiare legata a un’eredità contesa. Alla sentenza di ieri si arriva dopo un tentativo di trovare inizialmente una conciliazione tra le parti, tramite un risarcimento del danno che avrebbe potuto permettere a Borea di accedere a un patteggiamento. L’accordo, in tutta evidenza, non è stato trovato, per cui la difesa ha scelto il giudizio abbreviato, che consente di ottenere uno sconto di un terzo della pena, in caso di condanna.

Si è invece aperto da poco il processo per il figlio di Borea, Alex, accusato di aver perseguitato i vicini con minacce pesantissime – anche di morte – e con aggressioni fisiche. Alcune delle parole pronunciate all’indirizzo dei Collini sono legate proprio al gesto del padre: «Quello che non è riuscito a terminare mio padre lo terminerò io», «fosse l’ultima cosa che faccio, io ti uccido». Oltre a dei messaggi in cui diceva di voler «sparare in bocca» ai suoi zii e ai loro figli e che questi ormai «sono condannati». Per questo era stato sottoposto a misura cautelare, con il divieto di avvicinarsi ai vicini di casa. 

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