Ferrara, intitolata la rotatoria a Bettino Craxi
Svelata la targa tra via Pannonius e via Bacchelli. La figlia Stefania: «Atto di giustizia». Il sindaco Fabbri: «Diede peso all’Italia nei momenti duri»
Ferrara Una nuova intitolazione entra nella toponomastica cittadina: adesso la rotatoria tra via Pannonius e via Bacchelli porta il nome di Bettino Craxi, figura centrale della storia politica italiana del secondo dopoguerra. La cerimonia ufficiale si è svolta ieri mattina, giovedì 30 aprile, alla presenza del sindaco Alan Fabbri e della senatrice Stefania Craxi, presidente della Fondazione Craxi, oltre che capogruppo al Senato di Forza Italia.
L’iniziativa nasce da una mozione promossa proprio dal gruppo consiliare Forza Italia, sostenuta dalle forze di maggioranza – Fratelli d’Italia, Lega e dal consigliere Rendine – e approvata dal Consiglio comunale.
Un momento definito «importante» dal primo cittadino, che ha voluto sottolineare il valore simbolico dell’intitolazione: «Siamo qui per onorare la memoria di un grande protagonista della storia repubblicana italiana. Un uomo di Stato che ha segnato profondamente il nostro Paese, dando peso internazionale all’Italia in momenti decisivi».
Fabbri ha ricordato il ruolo di Craxi come leader socialista e presidente del Consiglio, evidenziando le riforme economiche, la lotta all’inflazione e il rafforzamento del sistema produttivo, oltre all’impegno sul piano internazionale, in particolare nel Mediterraneo e nel dialogo in Medio Oriente.
Il sindaco ha inoltre richiamato uno dei passaggi più emblematici della vicenda politica craxiana, il 30 aprile 1993, quando il lancio di monetine davanti all’hotel Raphael segnò simbolicamente la fine della Prima Repubblica: «Non spetta a noi interpretare quei momenti, ma è indubbio che rappresentino una svolta nella storia politica italiana».
Nel suo intervento, Stefania Craxi ha offerto invece un ricordo personale e politico insieme, parlando di «atto di giustizia» nei confronti del padre: «Un uomo che ha dedicato tutta la vita al bene del suo Paese, tra grandi vittorie e sconfitte dolorose».
La senatrice ha descritto un Craxi profondamente legato all’Italia e ai valori del Risorgimento, «scevro da ogni tentazione nazionalistica», capace di difendere la libertà come principio non negoziabile.
Un impegno che, ha ricordato, si estendeva ben oltre i confini nazionali: «Chiunque soffrisse per la privazione della libertà trovava in lui un sostegno politico, e spesso anche concreto: dai dissidenti dell’Est europeo ai movimenti democratici in America Latina e nell’Europa mediterranea». Non è mancato il ricordo personale di uno dei momenti più duri: «Quella sera mi disse: “Una Craxi non piange”. Era il modo per ricordarmi che chi nasce in una famiglia politica deve sapere quanto la politica possa essere dura, ma anche quale sia la propria responsabilità». Il riferimento è agli anni di Tangentopoli e alla scelta dell’esilio ad Hammamet, dove Craxi è sepolto. «Sulla sua tomba – ha ricordato con commozione la figlia – è scritto “La libertà equivale alla mia vita”».
Nel corso della cerimonia è stato anche evidenziato il legame tra Craxi e il territorio ferrarese, ricordando il contributo del suo governo al restauro delle mura cittadine, realizzato grazie alla collaborazione istituzionale tra amministrazioni di diverso orientamento politico. Un passaggio che Fabbri ha voluto sottolineare come esempio di una stagione in cui «la politica, pur nelle differenze, riusciva a collaborare per il bene del territorio».
L’intitolazione della rotatoria si inserisce in un più ampio processo di rilettura storica della figura di Craxi, oggi oggetto di riconoscimenti istituzionali in diverse città italiane. A Ferrara, da oggi, il suo nome entra ufficialmente nello spazio urbano, con l’obiettivo – come è stato ribadito durante la cerimonia – di contribuire a una memoria «più condivisa e più consapevole» della storia repubblicana.
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