La Nuova Ferrara

Ferrara

Lavoro

Baura, il Primo Maggio della Fiom: allarme su industria e occupazione

Samuele Govoni
Baura, il Primo Maggio della Fiom: allarme su industria e occupazione

Bondi: «A Ferrara mancano 179 milioni di euro di finanziamenti alle imprese». Cotugno: «Le persone rischiano di non arrivare più alla fine del mese»

3 MINUTI DI LETTURA





Baura «Oggi, che è il Primo Maggio, dobbiamo dare risposte alle persone che rischiano di non condurre più una vita dignitosa, che dovrebbe essere garantita dalla Costituzione», sono le parole di Giovanni Cotugno, segretario generale della Fiom Cgil dell’Emilia Romagna, intervenuto alla festa organizzata dalla Fiom Cgil di Ferrara al Fienile di Baura.

La giornata, alla quale hanno partecipato circa duecento persone, si è aperta attorno alle 10.30 con la distribuzione dei garofani rossi; a seguire si è tenuto il dibattito intitolato “Il lavoro non si appalta, la salute non si taglia, la pace si costruisce”. C’è stato anche spazio per un pranzo collettivo e per la musica dal vivo dei The Monkee Circus.

Fiom Ferrara

«La situazione ferrarese – ha detto Stefano Bondi, segretario generale della Fiom Cgil di Ferrara – rimane una situazione critica, un territorio molto fragile per quanto riguarda il settore metalmeccanico. Più volte abbiamo denunciato anche il rischio di deindustrializzazione. È chiaro che, con ciò che sta accadendo a livello geopolitico e con lo stato delle guerre, Ferrara ne risente maggiormente».

Poi ha aggiunto: «Credo che un dato terrificante, emerso proprio questa mattina (1° maggio) dalla relazione del segretario della Fis e dei bancari, sia che a Ferrara in sostanza manchino 179 milioni di euro di finanziamenti alle imprese: un segnale che va nella direzione di un territorio in cui non si vuole più investire nel lavoro e in particolare nel lavoro metalmeccanico».

Bondi ha sottolineato come le aziende continuino con gli esodi incentivati. «Si continua a investire denaro per licenziare e non denaro per crescere», ha detto. Poi, concentrandosi nuovamente sul territorio ferrarese: «Ovviamente rimangono tutti i temi legati al salario, perché a Ferrara, più la disoccupazione aumenta, più si crea un problema di competizione al ribasso sui salari. In questo senso, anche la posizione della Cgil rispetto alla necessità di leggi sugli appalti e di una legge sulla sanità pubblica, così come l’esigenza di un salario minimo garantito — che purtroppo non trova riscontro neanche in questa fase rispetto al decreto lavoro emanato dal Governo nel cosiddetto “decreto Primo Maggio” — rappresenta un problema ancora più grave per il territorio ferrarese».

Fiom Emilia Romagna

Con lui è intervenuto anche Giovanni Cotugno, segretario generale della Fiom Cgil dell’Emilia Romagna. «Stiamo vivendo una condizione veramente complessa nel mondo delle aziende metalmeccaniche nel Paese e, purtroppo, anche in questa regione. Iniziamo a vedere segnali di speculazione, anche in una fase non favorevole, con l’aumento del costo dell’energia, ma soprattutto con la mancanza di politiche industriali e con decisioni che non riducono la dipendenza dal petrolio per garantire uno sviluppo delle nostre imprese. Nulla è stato fatto da questo punto di vista e ora rischiamo il verificarsi di tantissime condizioni di crisi, con la perdita progressiva di posti di lavoro».

Poi ha aggiunto: «Altro tema è quello dei salari. Anche in un segmento come quello metalmeccanico, che non è tra i più bassi dal punto di vista retributivo, le persone rischiano di non arrivare più alla fine del mese. Servono interventi concreti anche da questo punto di vista, che garantiscano da un lato salari dignitosi, anche agendo sulla leva fiscale, ma soprattutto investendo nuovamente in nuovi settori. Penso, per esempio, alla sanità. Se un lavoratore non riesce a curarsi, questo rappresenta un elemento di profonda problematicità. Ecco, su questo bisogna intervenire».