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Il presidio

Primo Maggio a Ferrara: lavoro e spese militari al centro della protesta

Primo Maggio a Ferrara: lavoro e spese militari al centro della protesta

In piazzale Medaglie d’Oro le critiche dell’Unione sindacale di base e del Fronte della gioventù comunista nei confronti del Governo

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Ferrara Nel giorno della Festa dei Lavoratori, a Ferrara si è svolto un presidio promosso dall’Unione sindacale di base (Usb) insieme al Fronte della gioventù comunista (Fgc). I manifestanti si sono dati appuntamenti a Medaglie d’Oro e lì hanno esposto slogan e striscioni.

Sotto lo slogan “Abbassate le armi, alzate i salari”, Usb ha criticato le scelte del governo guidato da Giorgia Meloni, denunciando un aumento delle spese militari a scapito di salari e servizi pubblici. Il sindacato ha parlato di “dirottamento di miliardi verso il settore bellico”, mentre – sostiene – lavoratori e lavoratrici vedono peggiorare le proprie condizioni economiche.

Nel comunicato diffuso per il Primo Maggio, il Fgc ha accusato l’esecutivo di favorire una “escalation bellica” e di sottrarre risorse alla spesa sociale, sostenendo che l’aumento degli investimenti militari contribuisca ad aggravare le condizioni della classe lavoratrice.

Sul piano del lavoro, Usb contesta in particolare l’introduzione del Trattamento economico complessivo (Tec), definito dal sindacato uno strumento che rischia di “mascherare salari base insufficienti” attraverso componenti variabili come premi e welfare aziendale.

Critiche anche alle politiche scolastiche: secondo Usb, la riforma della filiera tecnico-professionale promossa dal ministro Giuseppe Valditara rischia di accentuare le disuguaglianze e di orientare la formazione verso le esigenze immediate delle imprese.

Nel corso del presidio è stata inoltre annunciata la partecipazione allo sciopero del 7 maggio, che coinvolgerà il settore scuola e i lavoratori portuali, e la mobilitazione verso una manifestazione nazionale prevista a Roma il 23 maggio.