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Schianto mortale sulla Romea. La Procura di Ferrara apre un fascicolo per omicidio stradale

Katia Romagnoli
Schianto mortale sulla Romea. La Procura di Ferrara apre un fascicolo per omicidio stradale

Dolore a Codigoro e Lagosanto per la morte di Renzo Trasforini e il ricordo dei colleghi di Conserve Italia. L’auto dello scontro avrebbe effettuato l’inversione non avvedendosi dell’arrivo del motociclista

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Lido Spina Dolore e sgomento hanno accompagnato, ieri mattina, il rientro al lavoro di centinaia di dipendenti dello stabilimento Conserve Italia di Pomposa, rimasti increduli per la tragica scomparsa del loro collega, Renzo Trasforini, vittima della strada. Era un carrellista esperto, il codigorese 64enne, da diversi anni residente a Lagosanto, che ha perso la vita domenica pomeriggio, al km 21,500 della statale Romea, dopo un drammatico schianto tra la sua moto ed un’automobile guidata da un giovane modenese.

I ricordi

«Quando ho visto circolare la sua foto con la notizia del terribile incidente – commenta Cinzia Fabbri, una collega –, ho stentato a credere che fosse proprio Renzo. Come me, tanti altri colleghi sono rimasti di stucco. Lavorava proprio nel mio reparto. Era una persona educata, gentile, altruista, sempre disponibile e pronto ad aiutare gli altri, davvero una splendida persona».

Trasforini viveva da solo a Lagosanto, paese nel quale risiedono la sorella, a cui era legatissimo, e il cognato Nello, che lavora anch’egli nel medesimo stabilimento manifatturiero di Conserve Italia. Senza figli, il carrellista 64enne è ricordato proprio per il suo animo gentile, per la sua discrezione e per la riservatezza, che ne avevano fatto un modello sul luogo di lavoro. Nessuno sa se Trasforini, domenica pomeriggio, quando lo stava attendendo un tragico destino lungo la statale Romea, fosse di rientro da un giro al mare o semplicemente da un viaggio in sella alla sua Triumph di colore blu metallizzato, scivolata per diversi metri sull’asfalto, dopo la collisione con un’automobile, in procinto di effettuare una inversione di marcia a “U”.

Anche il sindaco di Lagosanto, Cristian Bertarelli, si unisce al dolore collettivo, sottolineando come «la notizia dell’incidente stradale che ha coinvolto un nostro concittadino di 64 anni ci addolora e colpisce. Desidero esprimere la vicinanza dell’Amministrazione ai familiari, a cui vanno le nostre più sentite condoglianze. Tragedie come questa – aggiunge il sindaco di Lagosanto -, richiamano tutti noi a una riflessione costante sulla sicurezza e sulla prudenza stradale, un impegno che deve restare prioritario per tutelare ogni vita».

In reparto, a Conserve Italia, dove lavorava da un paio di anni, Renzo Trasforini era stato visto per l’ultima volta giovedì scorso, prima del ponte lungo della Festa dei Lavoratori. «Ci salutava sempre con modi affabili, con un ciao, ragazze – prosegue la collega Cinzia Fabbri nel suo ricordo –; siamo rimasti tutti scioccati da questa tragedia. Per la sua età era ormai vicino alla pensione. Purtroppo Renzo non è riuscito a raggiungerla. Tra colleghi ci stiamo scrivendo e consultando per ricordarlo al meglio e per promuovere una raccolta spontanea di donazioni, come abbiamo sempre fatto».

L’indagine

La Procura ha intanto aperto un fascicolo d’indagine per l’ipotesi di reato di omicidio stradale, iscrivendo come indagato il conducente dell’auto, un giovane di 26 anni. Secondo una prima ricostruzione, avrebbe effettuato una manovra di inversione non avvedendosi dell’arrivo della moto di Trasforini, che superava una colonna di automobili.

La salma di Trasforini resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria all’Istituto di medicina legale dell’ospedale di Cona, dove è stata trasportata già nella serata di domenica, dopo il benestare del magistrato di turno. Anche la Polizia locale di Comacchio, intervenuta a rilevare l’incidente, unitamente ai soccorritori del 118 e ai carabinieri, di supporto per la viabilità, resta in attesa di riscontri dall’autopsia sul corpo di Trasforini che, con ogni probabilità, sarà eseguita nei prossimi giorni, dopo il rito del riconoscimento da parte dei familiari.

Sono due le comunità in lutto, quella di Codigoro, paese di provenienza, in cui il carrellista lavorava e quella di Lagosanto, dove lo stesso viveva. 

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