Bondeno, la vicesindaca “lascia” Saletti: «Questa volta non lo sosterrò»
La testimonianza: «Io fuori dalla Giunta per scelte dall’alto, non posso accettarlo»
Bondeno «Sono scelte maturate dall’alto, a livello provinciale e non posso accettare questa cosa». Non giro attorno al punto Francesca Piacentini, attuale vicesindaca del Comune di Bondeno con deleghe importanti come Servizi sociali, Politiche abitative, Bandi pubblici e finanziamenti europei, Personale. Le voci circolavano da tempo, l’ufficialità è arrivata al momento della presentazione della lista. Evidente da subito due assenze importanti, quelle di due componenti dell’attuale Giunta, Piacentini e Michele Sartini. A fare rumore è soprattutto la mancata conferma della prima, figura preziosa nell’economia dell’ente matildeo per la sua costante presenza nel corso di questi anni da amministratore.
Ed è proprio Piacentini che ha voluto raccontare come mai non la troveremo fra i candidati consiglieri a sostegno del sindaco uscente Simone Saletti al prossimo voto il 24 e 25 maggio. «Non ci sarò per coerenza nei confronti dei cittadini di Bondeno - racconta l’attuale vicesindaca alla Nuova Ferrara -. La politica delle poltrone non fa per me. Credo che Bondeno meriti più di politiche basate su accordi presi a monte che non fanno gli interessi dei cittadini, ma soltanto quelli degli amministratori. Non volevo stare al gioco di prendere voti dagli elettori e poi non essere presente in Giunta. Questa mia scelta deriva da coerenza con me stessa e con i cittadini di Bondeno, perché ho capito che c’erano accordi presi da tempo, i quali prevedevano il subentro in Giunta al mio posto di persone imposte da partiti a livello di poltrone. Suddivisione di poltrone a monte, senza attendere l’esito del voto... e comunque il sindaco mai è venuto a chiedermi un’opinione, né per la mia eventuale ricandidatura né sul programma da presentare. Zero confronto, zero incontri, neppure quando stava iniziando la programmazione».
Piacentini, al pari del sindaco e degli altri componenti della Giunta, è stata una figura di riferimento per i bondenesi in questi cinque anni. Il sindaco all’inizio ci aveva chiesto impegno costante e presenza quotidiana e questo ho fatto. Io rispettavo letteralmente degli orari d’ufficio ricevendo numerosi cittadini, anche perché negli ultimi anni sta cambiando il mondo e con esso le esigenze di quanti si stanno rivolgendo ai Servizi sociali. Ora arrivano anche categorie diverse rispetto al passato, penso ai pensionati in difficoltà i rincari energetici. A Bondeno i servizi sociali sono tutti a carico del Comune, abbiamo riorganizzato il servizio con una gestione nostra interna, un lavoro quotidiano. Probabilmente dà proprio fastidio che la gente in questi anni si è abituata a rivolgersi a me...».
Ma a Piacentini non va tanto giù neppure il programma elettorale presentato da Saletti: «Bondeno merita progetti concreti e non un immobilismo che si riflette in un programma elettorale in cui la parola predominante è continuare e mantenere. Immobilismo sì, lo confermo. Il programma precedente era abbastanza corposo, stavolta no… dal mio punto di vista il programma dei Servizi sociali è stato realizzato quasi completamente, stavolta manca quasi del tutto il tema violenza contro le donne, c’è poco o niente sugli anziani in una popolazione con età media altissima, nella sanità non compare il Pua, uno dei pochi strumenti a disposizione del Comune. In tema politiche sociali credo che la risposta adeguata non siano soltanto le tariffe calmierate, ma una visione che porti servizi in ragione di un mondo che negli ultimi anni è cambiato palesando esigenze nuove e sempre più pressanti. Chi pensa a una programmazione in politica deve partire dalla popolazione e dalla sua composizione. Nel programma di Saletti non si parla di temi fondamentali come l’invecchiamento attivo, il giusto supporto ai caregiver e il grande aumento della popolazione straniera. E poi il tema popolazione scolastica: quasi il 25% è composto di stranieri, questa situazione c’è e va analizzata, qui sembra si faccia finta che non esista... Siamo un Comune che ancora può dire qualcosa e si può attingere fondi candidandosi a bandi ma bisogna farlo. Forse in questi anni è regnata eccessiva sicurezza».
La vicesindaca uscente sa che queste sue parole le attireranno critiche: «Sono già arrivate. In queste mattine in cui sono mancata in virtù del mio nuovo lavoro (in un Comune del Rodigino, ndr) so che in municipio c’è stato un via vai continuo di persone che hanno bisogno: la gente sapeva che noi c’eravamo e ora si lamenta. Mi aspetto attacchi, ma per coerenza mia non mi candido e ritengo sia giusto dirlo: pur rimanendo di destra per ideologia, questo programma elettorale e questo impegno preso con i cittadini non mi piacciono. Non sosterrò Saletti a queste elezioni».
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