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Il caso

Copparo, cibo dato per errore a un bambino: contestazioni all’asilo nido

Francesco Dondi
Copparo, cibo dato per errore a un bambino: contestazioni all’asilo nido

L’indagine si è conclusa con l’archiviazione del procedimento

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Copparo Un errore nella somministrazione degli alimenti a un bambino ha fatto scattare un procedimento amministrativo che, dopo un mese di verifiche, si è concluso senza sanzioni. È accaduto al Nido Cadore di Copparo, dove lo scorso 20 marzo un episodio potenzialmente rischioso ha coinvolto un minore iscritto alla struttura.

Secondo quanto ricostruito, durante la mattinata al bambino sarebbe stato somministrato un alimento non conforme al suo piano dietetico personalizzato. Un errore che, in presenza di allergie o intolleranze, avrebbe potuto avere conseguenze anche gravi. Proprio per questo, in via precauzionale, la famiglia ha deciso di rivolgersi al pronto soccorso, pur senza avere la certezza di quanto effettivamente ingerito. Nel corso della stessa giornata è poi arrivata una comunicazione rassicurante: il minore era già rientrato a casa e stava bene.

L’episodio è stato immediatamente segnalato al Comune, che ha chiesto chiarimenti alla cooperativa incaricata della gestione dei servizi educativi, il Consorzio RES. Da qui è partito un iter formale: prima la richiesta di una relazione dettagliata, poi – il 14 aprile – una contestazione ufficiale per inadempimento, con l’invito a fornire giustificazioni e a dimostrare il ripristino delle corrette procedure di sicurezza.

Dalle verifiche è emerso che l’errore sarebbe stato causato da un singolo operatore, che non ha rispettato i protocolli già in essere per la gestione delle diete speciali. La cooperativa ha riconosciuto l’accaduto, definendolo un episodio isolato, ha anticipato l’intenzione di avviare un procedimento disciplinare e ha sottolineato di disporre di un sistema organizzativo conforme, con personale formato e procedure codificate. Sono state inoltre adottate azioni correttive, tra cui un richiamo disciplinare e il rafforzamento dei controlli interni.

Nella valutazione finale, l’Amministrazione comunale ha tenuto conto di diversi elementi: l’assenza di conseguenze per la salute del bambino, la natura episodica dell’errore, la tempestività nella gestione dell’emergenza e, soprattutto, il comportamento complessivo della ditta nel corso degli anni, giudicato positivo e privo di precedenti criticità.

Pur riconoscendo la gravità potenziale dell’accaduto – legata al mancato rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare – il Comune ha ritenuto che non vi fossero le condizioni per applicare sanzioni. L’errore, infatti, non è stato attribuito a carenze del sistema organizzativo, ma a una disattenzione individuale.

Per questo, con un provvedimento adottato il 24 aprile, è stata disposta l’archiviazione del procedimento. Una decisione motivata anche dal principio di proporzionalità e dalla volontà di garantire continuità ed efficienza al servizio educativo.

Resta tuttavia l’attenzione alta su un tema delicato come quello della sicurezza alimentare nei servizi per l’infanzia, dove anche una semplice svista può trasformarsi in un rischio serio. In questo caso, fortunatamente, le conseguenze sono state nulle. Ma l’episodio rappresenta un richiamo concreto alla necessità di mantenere standard di controllo sempre rigorosi.

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