Avvio di stagione a rischio ai Lidi: cosa succede sulla costa
I titolari dei Bagni non vogliono ancora togliere le dune di protezione. Il servizio di salvataggio deve partire, ma è stata chiesta una deroga alla Regione
Lidi Mancano quattro giorni all’avvio ufficiale della stagione balneare, con il ripristino delle torrette di avvistamento e delle postazioni dei bagnini di salvataggio, ma i lavori di spianamento delle barriere di protezione invernale, tanto per ricorrere ad una metafora di settore, sono in alto mare. Ecco allora che le cooperative dei Bagni dei Lidi nord, per portare a termine le operazioni di preparazione dell’arenile, hanno chiesto formalmente al demanio marittimo regionale una deroga di una o due settimane per l’attivazione del servizio di salvamento, sulla carta obbligatorio dal terzo weekend di maggio. «Siamo indietro con le ruspe in spiaggia - spiega Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido Volano -, ma fino al 4 maggio non potevamo intervenire, perché è arrivata una diffida, in funzione di eventuali mareggiate, che avrebbero potuto vanificare i lavori. Ce lo hanno imposto. Adesso non facciamo a tempo a completare i lavori entro venerdì. Sabato mattina dovranno tornare in servizio i bagnini, per cui via Pec, abbiamo chiesto una deroga di almeno una settimana al Lido Volano e di almeno due settimane ai Lidi Scacchi, Pomposa e Nazioni».
Il problema
La sicurezza in spiaggia resta in cima agli obiettivi degli operatori balneari e va proprio in questa direzione la deroga richiesta alla Regione. Mentre al Lido Volano si fanno i conti con problemi sempre più accentuati di erosione e con la conseguente riduzione dello spazio di ombreggio a disposizione dei turisti, anche ai Lidi Nazioni, Pomposa e Scacchi, nei tratti ancora sguarniti di nuove scogliere, permangono tante preoccupazioni in vista dell’avvio di stagione. «È già arrivato un forte vento di scirocco, quello che procura maggiori fastidi - interviene Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari - e vedremo domani (oggi per chi legge, ndr) quanta nuova erosione si sarà registrata. In queste condizioni è impensabile tenere in spiaggia un bagnino nei giorni feriali. Per spianare le dune occorrono ancora almeno due settimane e le ruspe lavoreranno cinque giorni su sette. È sufficiente attivare il servizio di salvataggio il sabato e la domenica. Per questo abbiamo chiesto una deroga alla Regione».
Secondo i calcoli compiuti da Bocchimpani, al costo di circa 20 euro + Iva all’ora, per nove ore per 220 euro al giorno, per una settimana, su 70-80 bagni, si potranno risparmiare circa 70mila alla settimana, mantenendo il servizio di salvataggio solo il sabato e la domenica, almeno sino al 24 maggio prossimo.«La sicurezza va benissimo - prosegue Bocchimpani -, ma la normativa è stata calata dall’alto e per noi è punitiva. Non saremo mai pronti prima del 25 maggio, ora c’è pure un’allerta gialla e abbiamo dovuto fermare di nuovo i lavori. Gli associati mi ricordano che siamo chiusi dal lunedì al venerdì, perché si lavora per preparare le strutture. Lavori di ripascimento prima ed il maltempo poi, non hanno consentito agli imprenditori balneari di piantare gli ombrelloni. Ogni anno i lavori di allestimento della spiaggia si rivelano come una corsa contro il tempo, anzi contro il maltempo, come stanno continuando a mostrare diversi Bagni. Quest’anno il bagno Isa, ad esempio, riuscirà a piantare più o meno 50 ombrelloni».
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