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Ferrara Summer Festival in piazza Ariostea, arriva diffida dei residenti

Nicolas Stochino
Ferrara Summer Festival in piazza Ariostea, arriva diffida dei residenti

Gli abitanti al Comune: «Organizzazione illegittima, siano revocate le autorizzazioni»

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Ferrara Una diffida formale a Comune, Prefettura, Arpae, Soprintendenza e Polizia locale per chiedere lo stop del Ferrara Summer Festival in piazza Ariostea oppure, in subordine, la riduzione degli eventi programmati. È l’iniziativa intrapresa da numerosi residenti della zona, rappresentati dall’avvocato Francesco Vinci, che contestano la legittimità dell’organizzazione della rassegna musicale nell’area della piazza.

Nel documento, inviato lunedì agli enti competenti, i firmatari chiedono l’annullamento o la revoca delle autorizzazioni eventualmente già rilasciate e lo spostamento definitivo del festival in un’altra sede ritenuta compatibile con la normativa vigente. Al centro della contestazione vi è la delibera della Regione Emilia-Romagna n. 1197 del 2020, che disciplina le manifestazioni temporanee e l’impatto acustico.

Come riportato nella diffida, piazza Ariostea rientrerebbe tra i siti cosiddetti “occasionali”, per i quali la normativa consente un massimo di tre concerti all’aperto all’anno e non consecutivi, con termine entro le 23. Il programma del Ferrara Summer Festival quest’anno prevede invece tredici concerti (al momento questi sono quelli già annunciati; ndr), alcuni dei quali consecutivi e con attività protratte fino a mezzanotte o, in alcuni casi, fino alle 2.

La diffida sostiene inoltre che, dalla documentazione ottenuta tramite accesso agli atti, non risulterebbe presentata l’istanza di autorizzazione in deroga ai limiti acustici. Una richiesta che la normativa regionale prevede venga presentata entro 45 giorni dall’inizio della manifestazione, tempistica già scaduta.

Il contenzioso tra residenti e Comune parte già mesi fa. Nella diffida infatti, viene ricordato come, dopo una richiesta di accesso agli atti avanzata a dicembre, il Comune e la Soprintendenza non avessero inizialmente fornito tutta la documentazione richiesta. La vicenda è quindi approdata davanti al Tar dell’Emilia-Romagna che, con sentenza del 15 aprile, ha condannato il Comune all’ostensione degli atti richiesti dai cittadini.

I firmatari richiamano anche quanto accaduto durante l’edizione 2025 del Festival, quando – si legge nel documento – sarebbero stati registrati superamenti persino dei limiti acustici autorizzati in deroga. Tra le contestazioni compare inoltre il tema della tutela del patrimonio storico. Piazza Ariostea, ricordano, è un bene culturale vincolato e la sua occupazione per circa 68 giorni consecutivi, tra allestimento, concerti e disallestimento, configurerebbe una «sostanziale privatizzazione» dello spazio pubblico, limitandone la fruizione collettiva.

Secondo quanto riportato nella diffida, anche la procedura di concessione dell’area sarebbe irregolare. L’associazione organizzatrice Butterfly avrebbe presentato direttamente la richiesta di utilizzo della piazza, così come già successo nel 2022, mentre – sostengono i residenti citando il precedente pronunciamento della Soprintendenza – la domanda dovrebbe partire esclusivamente dall’ente pubblico proprietario del bene.

In mancanza di risposte entro sette giorni dall’invio della pec, i residenti annunciano azioni nelle sedi amministrative, civili e penali per la tutela dei propri diritti, oltre alla richiesta d’intervento della Prefettura. 


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