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Scortichino, un paese che muore: sparita anche l’ultima bottega

Maurizio Barbieri
Scortichino, un paese che muore: sparita anche l’ultima bottega

Viaggio nella frazione più grande di Bondeno: qui si susseguono le chiusure. I residenti: «Disagi insormontabili, soprattutto per gli anziani»

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Scortichino Dall’inizio di aprile a Scortichino, la più popolosa frazione del comune di Bondeno che conta circa 1.800 abitanti, è rimasta senza l’unico negozio di generi alimentari in quanto il supermercato Crai, che era gestito dalla famiglia Manfredini, ha chiuso i battenti con gli inevitabili disagi soprattutto per le persone anziane. Un market presente con le insegne Conad fin dall’inizio degli anni Ottanta (appena lo scorso anno c’era stato il passaggio di consegne da Conad a Crai) e ancora prima come supermercato Coop, dopo che fino a oltre una quarantina di anni fa erano presenti ben sei supermercati (oltre a Coop, i negozi di alimentari gestiti da Alves Battaglioli, Aldina Calzolari (che fungeva anche da edicola) e Luciano Benatti, mentre un negozio alimentari gestito dalle famiglie Marchetti&Soffritti si trovava nel borgo Piretta e un altro a Montemerlo di Bondeno, dove vi erano anche un panificio e una macelleria. Da registrare che qualche anno fa aveva chiuso i battenti anche l’unica tabaccheria-cartolibreria-edicola e una dozzina di anni fa anche l’unico sportello bancario presente fin dall’immediato dopoguerra, prima con le insegne Carife e poi Bper.

«Anche Scortichino diventerà un borgo dormitorio» ammette laconicamente Valentino Bega, ex vicesindaco di Bondeno negli anni Ottanta ed ex dirigente regionale (per anni è stato responsabile della Strada dei Vini e dei Sapori). Come dargli torto, negli ultimi quarant’anni tante le attività che hanno abbassato le saracinesche dai cinque barbieri, tre nelle frazioni, Ilos, Renzo e Wolgher, uno a Borgo Piretta (Alcide) e uno a Montemerlo (Guido), tutti scomparsi (qualche anno fa ha aperto un nuovo negozio in via Argine Diversivo, dove si reca abitualmente anche il sindaco Alan Fabbri) alle cinque parrucchiere, per non parlare delle due mercerie, entrambe chiuse (Gennari e Passardi) di due dei quattro panifici, di una macelleria (è rimasta quella gestita per tanti anni da Wolmer Boccasanta, la cui titolarità è passata di mano negli ultimi anni), dalla ferramenta di Arturo Coletti e di sua moglie Regina, ai due calzolai Alfio Zeni e Orazio Maini per non parlare dei sarti (erano quattro) e infine del mitico ristorante Al Ponte, in attività da tantissimi anni la cui proprietà ha venduto a privati che ne hanno trasformato il locale in civile abitazione (ma non poteva essere considerato locale storico?). Per non parlare del Consorzio Agrario, dei quattro distributori di benzina di cui uno a Montemerlo, ora ne è rimasto uno solo e, ancora, le chiusure hanno riguardato un negozio di fiori la cui titolare è scomparsa, un negozio di abbigliamento, mentre anche il caseificio in località Bevilacqua è chiuso da tanti anni, così come il negozio fotografico di Nelson Zagni, il quale era presente anche a Bondeno. In pratica sono rimasti l’ufficio postale, la farmacia oltre alle scuole d’infanzia ed elementari (le medie sono state trasferite a Bondeno tanti anni fa) e alcuni negozi, tra cui una pizzeria.

«Per 40 anni sono stato cliente del Conad e poi del Crai e ogni mattina andavo in negozio – spiega Rino Lugli, vicedirettore provinciale della Coldiretti dal 1992 al 2021 e segretario di zona per i comuni di Bondeno e Cento della stessa associazione –, si tratta di un disagio enorme. Sono native di Scortichino tre persone che sono stati pezzi grossi della Coop vale a dire Oriano Campini (responsabile acquisti Coop Italia) , Oder Pareschi (direttore Ipercoop e poi degli Ipercoop in Puglia) e Canzio Bonifazi (direttore Ipercoop Ferrara), perché loro che hanno conoscenze dirette non si attivano presso Coop Reno (la branca di Coop Alleanza 3.0 che si occupa dei piccoli supermercati Coop) per verificare se esiste la possibilità di poter riaprire un negozio dove la Coop è stata presente per tanti anni?». «Ci dobbiamo arrangiare – spiega poi Enrico Baraldi, pensionato –. Vado a fare la spesa altrove anche per mia zia Solidea, che è ultranovantenne». Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni di Vittorio “Puci” Anderlini, ex ciclista, con l’hobby delle creazioni artigianali in ferro, Gabriele Brazzioli e Marco Botti. 

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