Apre il bar a San Giuseppe e arrivano i daini: «Sono troppi e creano pericolo»
Gli animali scorrazzano di giorno e aumentano in continuazione «Incidenti troppo frequenti, situazione fuori controllo. Si può pensare a una sagra»
San Giuseppe Per la prima volta un branco di daini è stato avvistato in pieno centro abitato a San Giuseppe. L’insolita scena si è presentata all’alba di ieri davanti agli occhi increduli delle bariste del Central Bar, storico locale che si affaccia su Piazza della Rimembranze, di fronte alla chiesa.
Erano circa le 5 del mattino quando le due ragazze stavano raggiungendo il pubblico esercizio, per alzare le serrande e prepararsi all’apertura. Nel silenzio delle prime ore del giorno, alcuni daini hanno attraversato tranquillamente la piazza, spingendosi fino al cuore del paese.
Un episodio che conferma come la presenza degli animali selvatici sia ormai sempre più frequente anche nelle aree residenziali del territorio. Proprio da questo nuovo avvistamento prende spunto una proposta originale, lanciata da Valentina Mantovani, titolare del Central Bar, che invita ad aprire una riflessione diversa sul fenomeno.
«Si deve cominciare a pensare di istituire la Sagra del daino – commenta Valentina Mantovani –. Sono figlia di un cacciatore, che purtroppo non c’è più e percorrendo queste strade, ma sentendo anche le voci dei clienti, le preoccupazioni di chi vive qui stanno aumentando tanto quanto il numero dei daini». Secondo la barista, infatti, il problema principale riguarda la sicurezza stradale. «Assistiamo a troppi incidenti – prosegue la giovane donna–. Due anni fa, nella via del cimitero, l’amico del mio compagno si è trovato davanti un daino sbucato all’improvviso e l’automobile è stata distrutta».
Per la titolare del Central Bar una possibile alternativa potrebbe essere quella di incentivare il contenimento della specie anche attraverso iniziative gastronomiche, capaci di creare nuove opportunità economiche per il territorio. «C’è la sagra dell’anguilla, che è una specie in estinzione, e c’è quella del cinghiale – aggiunge –. Occorre allargare i punti di vista sull’argomento daini. Un mio cliente, due mesi fa, ha rischiato la vita al Lido Volano mentre viaggiava in scooter». L’episodio a cui fa riferimento era già finito al centro delle cronache locali nei primi giorni di marzo. L’uomo era stato soccorso dagli operai impegnati nei lavori di ricostruzione del nuovo ponte sul Po di Volano e trasportato, successivamente, in ospedale in eliambulanza. Oggi ricorda soltanto il momento del risveglio nel reparto ospedaliero.
Sul tema interviene ancora una volta la comandante della Polizia provinciale Roberta Artioli, la quale richiama tutti alla prudenza, ricordando norme elementari, ormai note a tutti. «Ai daini non va somministrato cibo, non si devono spaventare in modo che non corrano soprattutto sulle strade e non si deve tentare di avvicinarli – chiarisce Artioli –. La caccia al daino è consentita nelle aree al di fuori del Parco». I daini, erbivori mansueti, che rifuggono alla vista dell'uomo, si spostano prevalentemente, in condizioni di buio, privilegiando le ore notturne e l'alba, quando le presenze umane sono di gran lunga ridotte rispetto ad altri momenti della giornata.
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