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Il caso abitativo

Grattacielo di Ferrara, è bagarre sul debito comune: ecco a quanto ammonterebbe

Andrea Mainardi
Grattacielo di Ferrara, è bagarre sul debito comune: ecco a quanto ammonterebbe

Un accesso agli atti del comitato dei proprietari di appartamenti avrebbe mostrato una passività molto meno pesante di quanto emerso in precedenza. Chiesto un incontro al sindaco Fabbri

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Ferrara Prosegue decisa l’azione del Comitato dei Condomini per la Trasparenza del Grattacielo guidata da Daniele Pachera che ieri, venerdì 15 maggio, ha visionato accuratamente i bilanci del grattacielo dal 2017 ad oggi assieme all’attuale amministratore delle tre torri Francesco Donazzi.

L’obiettivo era verificare tre aspetti: gli estratti conto dal 2018 ad oggi, i fascicoli delle procedure esecutive e delle aste giudiziarie dal 2017 ed infine contratti e fatture delle varie ditte coinvolte. Se da un lato l’attuale amministratore di condominio, nell’ultima riunione con gli interessati, aveva parlato di circa due milioni di euro tra rate non versate e debiti verso terzi, dall’analisi delle carte sarebbe emersa una realtà diversa. La situazione debitoria sarebbe sì pesante, ma meno grave del previsto.

Nel corso dell’ispezione, l’amministratore avrebbe consegnato due versioni contrastanti della situazione debitoria: un prospetto basato sui bilanci approvati che indica un debito di 1.400.000 euro ed un prospetto definito “effettivo” che indica invece un debito di 660.000 euro.

A fronte di una differenza di ben 740.000 euro, alla richiesta di chiarimenti di Pachera, l’amministratore ha risposto testualmente che «nei bilanci approvati si maggiorano sempre le spese per sicurezza».

«È una dichiarazione scioccante – commenta Daniele Pachera –, si ammette candidamente che i bilanci sottoposti all’approvazione dei condomini contenevano cifre gonfiate rispetto alla realtà. Ricordiamo che inizialmente si parlava di un debito di oltre 2 milioni di euro: sembra che sotto la pressione della nostra azione legale e mediatica, questo debito diminuisca ogni giorno. Chiediamo: dove sono finiti i soldi versati dai condomini se il debito reale è meno della metà di quello dichiarato?».

Il tutto è avvenuto dopo l’esposto presentato negli scorsi giorni alla Guardia di Finanza da parte del comitato: «Siamo consapevoli dell’autonomia della Magistratura e del carico di lavoro della Procura” – dichiara Pachera – tuttavia, chiediamo che venga valutata l’assoluta eccezionalità di questo caso. Non stiamo parlando di una mera disputa contabile, ma di un’emergenza sociale che vede centinaia di persone, tra cui anziani e soggetti fragili, impossibilitati a rientrare nelle proprie case dall’11 gennaio. Alcuni residenti sono oggi assistiti dalla Caritas o dormono in soluzioni di fortuna. Chiediamo che le indagini procedano con la massima celerità possibile per accertare eventuali responsabilità penali e permettere di sbloccare lo stallo che tiene in ostaggio il fabbricato».

Mentre si attende che il Magistrato riceva e valuti il fascicolo, il Comitato ha chiesto ufficialmente un incontro al sindaco Alan Fabbri per venerdì 22 maggio, il quale no è stato però al momento ancora confermato. L’obiettivo è coinvolgere il Comune non solo come autorità, ma come comproprietario per 50 millesimi, affinché si unisca alla richiesta di trasparenza totale.

«Se è vero che non c'è nulla da nascondere, l’accesso di venerdì deve essere totale e senza ostruzionismi. In caso contrario, il materiale raccolto integrerà immediatamente l'esposto già in mano alle Fiamme Gialle», conclude Pachera.

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