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Petrolchimico di Ferrara, la Cgil a Versalis: «Persi 27 posti in 5 anni»

Petrolchimico di Ferrara, la Cgil a Versalis: «Persi 27 posti in 5 anni»

Filctem Cgil: «Scelte superficiali e populiste. Basta fingere che vada tutto bene nel Polo chimico ferrarese»

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Ferrara Esuberi, perdita di attività e di posti di lavoro. È questa la cruda realtà di Eni Versalis, questo il vero significato della Pec inviata a 30 lavoratori e lavoratrici dello stabilimento e imbellettata come opportunità di anticipo pensionistico. Lo tornano a sottolineare i chimici della Cgil, avvertendo che è tempo di smettere di «fingere che vada tutto bene nel Polo chimico ferrarese». I numeri dicono il contrario, calcola la Filctem, e smontano «la cosiddetta “prassi consolidata” dell’accompagnamento alla pensione e del turnover».

I dati: nel 2021 c’erano 340 lavoratori, passati a 333 due anni fa per arrivare ai 313 odierni: in cinque anni si sono persi 27 posti di lavoro. «Siamo di fronte a una dismissione silenziosa dell’industria chimica. Ridurre il tutto a una opportunità di anticipo pensionistico, senza affrontarne le reali criticità industriali, è una scelta miope, superficiale e populista», sostiene il sindacato, aggiungendo che «nella comunicazione di Versalis c’è tutta la fragilità del sistema industriale del Paese».

Il problema non riguarda i 30 prepensionamenti, ma un orizzonte ben più vasto, le «competenze e professionalità» che «vanno disperse senza un reale percorso di trasmissione dei saperi, di ricambio generazionale, focalizzazione dei progetti di lavoro fondamentali per garantire la continuità dello stabilimento chimico. Abbiamo bisogno di parlare di lavoro e di prospettive industriali da favorire e ricercare». Ed è in questo contesto di incertezza e criticità, aggiunge Filctem, che «le relazioni sindacali sono fondamentali», poiché la «responsabilità deve essere condivisa tra azienda e organizzazioni sindacali e non può ricadere esclusivamente sulle rappresentanze dei lavoratori. L’apertura di una procedura comunicata tramite Pec non può essere considerata una richiesta di confronto: significa dichiarare esuberi e certificare una perdita di attività e soprattutto di posti di lavoro».

I segnali lanciati da Eni, proseguono i chimici Cgil, parlano di «progressivo impoverimento tecnico/operativo e intellettuale del sito», la riduzione «del suo impegno industriale anche rispetto al protocollo sottoscritto al Ministero che ha frantumato la chimica di base» e «una lenta agonia e dismissione delle attività», indotto compreso, con conseguenze economiche e sociali dirompenti. C’è quindi l’esigenza di «avviare un confronto che rilanci progetti che possano dare prospettiva al polo chimico, questa discussione non è più rinviabile: come sindacato dobbiamo affrontare queste difficoltà con lo scopo di rimettere al centro il futuro del polo chimico, ragionare su come creare alleanze e partnership anche con aziende esterne, che possano interfacciarsi con le competenze e i saperi presenti, chiedendo contributi a istituzioni, aziende e sindacato». E se sui licenziamenti Versalis il fronte sindacale si è incrinato, «bene ha fatto la Filctem-Cgil a denunciare la cosa e chiedere l’attivazione di tutte le iniziative istituzionali del caso», dichiarano Avs e Possibile, chiedendo l’impegno del Governo e sollecitando il Comune di Ferrara «a un cambio di rotta», perché «senza idee chiare e una visione di politica industriale anche il progetto revamping rischia di risultare solo propaganda».


 

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