Ferrara, i ragazzi del 1969 ricordano il passato: ecco Quartieropoly
Il gioco di società è ispirato al condominio “Il Quartiere”, con pedine, “Probabilità” e “Imprevisti” studiati ad hoc
Ferrara Il senso di appartenenza nei confronti di un luogo (ma anche di un pensiero o di una persona), resta una delle sensazioni più magiche e inspiegabili che si possano provare. Si costruisce quando un ambiente, nel tempo, acquisisce un’identità unica, diventando un contenitore di emozioni e affetti arrivando a creare una sorta di “identità condivisa”, un riconoscimento reciproco che dà forma al nostro vissuto.
Questi sono i sentimenti che nel tempo hanno accomunato gruppi di giovani di varie fasce di età cresciuti ne “Il Quartiere”, condominio di 520 appartamenti, realizzato a Ferrara alla fine degli anni’ 60, dall’architetto ferrarese Vieri Quilici, che compreso tra le vie Barlaam, Mazza e De Giuli, fu uno dei primi esperimenti in Italia di edilizia economica e popolare. Il piano fondava le proprie basi su concetti innovativi che oggi chiameremo di rigenerazione urbana. Nella progettazione furono previsti fin dall’inizio spazi di socialità, servizi di assistenza sanitaria, servizi educativi, aree commerciali, campi sportivi, che avrebbero garantito agli abitanti un’elevata qualità di vita, pur a costi contenuti, grazie allo sviluppo delle relazioni umane e alla creazione di una comunità di abitanti.
“Il Quartiere” fu per molti giovani che lo abitarono dal 1969 un luogo di crescita, apprendimento e consolidamento di amicizie e relazioni che durano ancora oggi e che vengono portate avanti nei modi più svariati. Alcuni di loro hanno deciso di celebrare nel 2019 il 50° anniversario dalla sua fondazione, realizzando un ritrovo conviviale nel campo da tennis al centro dei palazzi, una mostra fotografica (ancora visibile nei locali condominiali) che ne ripercorre la storia nelle svariate sfaccettature e un apprezzato libro.
Adesso un ulteriore step in più; facendo raccolta di location, situazioni, personaggi, aneddoti è stato creato “Quartieròpoly” un vero gioco di società che ricalca ovviamente il più celebre che fu distribuito in Italia dalla Editrice Giochi fino agli anni 2000. Con una moneta creata ad hoc, tra vie, contratti, imprevisti e probabilità, ecco che magicamente tornano di attualità ricordi del passato dove la “prigione” era esser costretti in casa a studiare e gli “imprevisti” erano cadere con il motorino facendo le impennate e doverlo portare dal meccanico, rompere le scarpe nuove giocando a pallone con gli amici o essere fermati dal “Rosso” (famoso Vigile urbano dell’epoca; ndr) perché in due sul Ciao e dover pagare la multa. “Probabilità” di accompagnare alla fermata dell’autobus la bella del primo batticuore, poche. Come allora. Per i “segnalini” è venuta in aiuto la tecnologia con la stampante 3D a sfornare pedine più possibile pertinenti al contesto.
Ora non resta che giocare per promuovere creatività, socializzazione e benessere psicofisico, vere “fonti di giovinezza” interiore. D’altronde lo diceva anche George Bernard Shaw, “Non si smette di giocare perché si invecchia, si invecchia perché si smette di giocare”.
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