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Il caso

Concorso dell’Università di Ferrara contestato, esposto del candidato escluso

Daniele Oppo
Concorso dell’Università di Ferrara contestato, esposto del candidato escluso

Il legale del dottor Pesce: «La Procura faccia chiarezza»

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Ferrara Antonio Pesce, medico chirurgo coinvolto nel contestato concorso da ricercatore all’Università di Ferrara – prima secondo classificato nella selezione poi annullata dal Tar e quindi dichiarato non idoneo nella seconda procedura – ha presentato un esposto in Procura chiedendo verifiche sull’intera vicenda.

«L’esposto è volto a fare chiarezza, soprattutto dopo il servizio televisivo. Vogliamo che vengano vagliate le condotte di tutte le persone coinvolte in questa vicenda. Sono emerse situazioni che ci hanno lasciato sbalorditi e che meritano un approfondimento da parte della Procura, che valuterà se ci sono ipotesi di reato», afferma l’avvocato Simone Bianchi, che assiste Pesce.

Il caso è noto: una prima selezione per ricercatore in Chirurgia generale vinta da un candidato poi ritenuto privo dei requisiti e annullata dal Tar, e una seconda fase in cui Pesce, rimasto unico concorrente, è stato dichiarato non idoneo. Al centro dell’esposto c’è soprattutto questo passaggio: la prova didattica, prima giudicata eccellente e poi decisiva per l’esclusione.

Nel documento si chiede di verificare l’operato delle commissioni, i controlli sui requisiti e le scelte successive al Tar, inclusa la riattivazione della procedura invece dello scorrimento. Richiamato anche il tema del regolamento di Ateneo: secondo Stefania Flore — avvocata e fondatrice di BandiUniversita, che monitora i bandi universitari — la prova orale con punteggio potrebbe contrastare con la normativa. L’esposto richiama inoltre quanto emerso nel servizio Rai: il professor De Angelis aveva riconosciuto rapporti accademici con il candidato inizialmente vincitore, mentre il professor Occhionorelli aveva evocato criticità del sistema concorsuale, poi ridimensionate. Segnalata anche la soppressione dell’insegnamento di Medicina Culinaria affidato a Pesce.

Flore intanto annuncia un’azione su più livelli: «Ci siamo rivolti ai parlamentari Crisanti (Pd) e Ricciardi (M5s) per la presentazione di interrogazioni parlamentari, forti di una collaborazione già avviata nella vicenda che ha portato all’annullamento del concorso da ordinario a Verona, vinto dal figlio dell’ex rettore. Abbiamo cercato un’azione coordinata, coinvolgendo anche l’Associazione Libera Specializzandi. Non avendo ricevuto risposta dalla ministra Bernini abbiamo ritenuto necessario attivare tutti i canali possibili. Trovo poi grave – aggiunge – che la rettrice si sia sottratta alle telecamere di Rai 3 quando si trattava di rispondere sul concorso, salvo poi presentarsi davanti alle stesse telecamere per altre iniziative. Si definisce parte lesa, ma aveva e ha il potere di intervenire con l’annullamento in autotutela e la modifica del regolamento illegale. Ha invece scelto di sostenere un contenzioso, con utilizzo di risorse pubbliche, senza fornire spiegazioni: è una presa per i fondelli». 


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