La Nuova Ferrara

Ferrara

Il dato

Ferrara, episodi di bullismo: crescono le richieste di tutela

Ferrara, episodi di bullismo: crescono le richieste di tutela

I numeri di un anno di attività del Centro Antidiscriminazione Lgbtqia+

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Il Centro Antidiscriminazione Lgbtqia+ di Ferrara presenta il bilancio dell’ultima annualità di attività: crescono le richieste di tutela, emergono bullismo scolastico, vulnerabilità giovanile, discriminazioni nel lavoro e nuovi bisogni legati alla violenza nei contesti affettivo-relazionali. Dal 17 maggio 2025: 51 persone accolte, 21 prese in carico psicologiche, 19 accessi legali, nuovi sportelli contro la violenza nelle relazioni Lgbtqia+ e 325 studenti coinvolti nella prevenzione.

Il Centro, uno dei 55 Centri Antidiscriminazione finanziati dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e coordinati da Unar– Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, rappresenta oggi un presidio territoriale multiprofessionale fondamentale per il contrasto alle discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere. Il servizio opera attraverso due presidi territoriali: la sede di Ferrara, in via Ripagrande 12, e la sede di Cento, collocata presso il Palazzo del Guercino.

Nel corso dell’ultima annualità, il Centro ha accolto complessivamente 51 persone: 31 che si identificano nel genere maschile, 19 che si identificano nel genere femminile e una persona non binaria. Di queste, 36 rientrano nella fascia d’età 18-35 anni. Il Centro ha inoltre accolto quattro persone minorenni, segnalate dai servizi sociosanitari territoriali con il consenso delle famiglie.

Particolarmente rilevante è il dato legato all’identità di genere: 19 persone si sono rivolte al Centro per problematiche direttamente connesse alla propria identità di genere, e circa il 90% di queste ha meno di 30 anni. In diversi casi sono emerse situazioni di mancato riconoscimento, discriminazione e bullismo in contesti scolastici o lavorativi, con due episodi ritenuti gravi.

«Il dato più significativo non è solo numerico, ma qualitativo: ci dice che ragazze, ragazzi e giovanissime persone transgender continuano a vivere troppo spesso la scuola e i contesti educativi come luoghi di sofferenza, invisibilizzazione o violenza, anziché di crescita e autodeterminazione», dichiara Manuela Macario, responsabile del servizio, «questo impone alle istituzioni, alla scuola e a tutta la comunità educante una responsabilità non più rinviabile».

Sul piano dei servizi specialistici, sono 19 le persone che si sono rivolte allo sportello legale: 9 richiedenti asilo fuggiti dai propri Paesi d’origine per persecuzioni o violenze legate a orientamento sessuale o identità di genere, e 10 che hanno richiesto supporto per denunce, querele o tutela giuridica in relazione a discriminazioni, aggressioni verbali o fisiche. Parallelamente, sono 21 le persone inserite in percorsi gratuiti di supporto psicologico o psicoterapeutico, all’interno di una presa in carico multiprofessionale integrata.

Dal 2024, inoltre, grazie al partenariato tra Arcigay Ferrara, Centro donna giustizia e Centro ascolto uomini maltrattanti, è stato possibile ampliare l’offerta territoriale attraverso l’attivazione di due sportelli dedicati all’accoglienza di persone vittime di violenza nei contesti sesso-affettivi e relazionali all’interno di relazioni omosessuali. Al Cam si sono rivolte due persone. A rafforzare questo impegno, il 19 maggio prenderà avvio proprio presso la sede di via Ripagrande 12 un percorso formativo condotto dal Centro Ascolto Uomini Maltrattanti, articolato in otto incontri e attivo fino al 10 novembre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google