Pomposa, morto l’operaio Scalambra: si era ribaltato dall’argine col trattore
Non ce l’ha fatta il giardiniere comunale che il 29 aprile era stato trasportato all’ospedale di Cona in eliambulanza dopo l’incidente lungo la pista ciclabile che dal Passo Pomposa conduce alla Torre della Finanza
Pomposa Non ce l’ha fatta Andrea Scalambra, l’operaio comunale ricoverato all’ospedale di Cona, dove era giunto il 29 aprile in eliambulanza, dopo essere rotolato, con il trattore, dall’argine che affianca il Po di Volano, in un’area verde golenale.
La dinamica
Il 59enne, giardiniere, si trovava al volante di un trattore, al quale era agganciata una trincia, e stava effettuando attività di sfalcio dell’erba lungo l’argine della nuova pista ciclabile, che collega Passo Pomposa a Volano. A un certo punto, il mezzo agricolo, uscendo dalla propria traiettoria, ha compiuto un volo di diversi metri, capottando e rovesciandosi in fondo alla scarpata, in mezzo alla fitta vegetazione. L’area golenale in questione è bagnata da un canale che, a sua volta, corre parallelo alla strada provinciale 54. A lanciare l’allarme era stato un vigile del fuoco fuori servizio, che stava transitando nei paraggi, in bicicletta.
Le parole della sindaca
«Oggi è un giorno che non avremmo mai voluto vivere né raccontare – scrive la sindaca Sabina Alice Zanardi su Facebook –. La notizia della sua scomparsa ci ha colpiti nel profondo, lasciandoci smarriti davanti a un dolore difficile da esprimere con le parole. Da giorni vivevamo nell’attesa, con il cuore sospeso, sperando potesse arrivare una notizia diversa, anche solo un piccolo segnale di miglioramento. Oggi, invece, ci troviamo a fare i conti con la perdita più dolorosa».
La sindaca descrive poi Scalambra: «Andrea era con noi da anni. Una presenza silenziosa e discreta, di quelle che non cercano mai la luce, ma che riescono comunque a illuminare gli altri con la serietà, la dedizione e il modo gentile di stare accanto alle persone. Era riservato, timido, estremamente affidabile. Faceva tutto con impegno, umiltà e grande senso del dovere, senza mai pesare sugli altri. Chi ha lavorato con lui lo sa bene: Andrea era un collega buono, stimato e benvoluto da tutti. Una persona semplice, ma di quella semplicità rara che lascia un segno profondo».
Il cordoglio arriva da tutta l’Amministrazione: «La sua perdita – continua il post – è una ferita aperta per tutto il Comune di Codigoro. Un dolore che attraversa ogni ufficio e ogni persona che ha condiviso con lui anche solo un tratto di strada. In queste ore il cordoglio di tutti i dipendenti comunali e degli amministratori è sincero e profondo. C’è silenzio, rispetto, commozione. Perché Andrea non era soltanto un collega: era una presenza familiare nel nostro quotidiano, una di quelle persone che fanno parte della vita di tutti i giorni senza mai fare rumore, ma lasciando una traccia vera».
Il post si chiude infine con messaggio d’affetto verso la famiglia: «Oggi ci stringiamo con grande affetto alla sua compagna Caterina, ai suoi familiari e ai suoi amici. Lo facciamo come comunità, unita in un unico grande abbraccio. Ci sono persone che restano con noi anche quando non ci sono più, perché hanno saputo farsi voler bene con la loro umanità silenziosa. Andrea è una di queste. Ciao Andrea. La tua presenza discreta, e la tua gentilezza resteranno con noi. Non ti dimenticheremo mai».
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