Gorino, la festa del pesce dice stop dopo 34 anni di aiuti al paese
E’ stata la prima sagra nel Basso Ferrarese
Gorino «Dopo 34 anni si chiude un capitolo importante per la nostra comunità: la Sagra del pesce di Gorino non si farà». A dirlo è il responsabile Andrea Conventi, figlio dell’indimenticato presidente Achille. Una notizia che era nell’aria da qualche tempo, ma l’ufficialità è giunta nelle ultime ore. «Non è stata soltanto una festa, ma un punto di riferimento per il territorio, un luogo d’incontro, un simbolo di collaborazione e amore per il nostro paese», aggiunge. La manifestazione nacque nel 1992 da un’idea dell’allora associazione sportiva di Gorino (presieduta appunto da papà Conventi) diventando la prima sagra del Basso Ferrarese. L’obiettivo iniziale era sostenere economicamente la squadra di calcio locale, consentendo ai ragazzi di partecipare ai campionati. Con il passare degli anni, grazie all’impegno costante dei volontari, l’evento è cresciuto fino a diventare uno degli appuntamenti più attesi del Delta e fra gli amici sempre presenti Walter Mattioli, ex presidente della Spal.
«Fra i fondatori della sagra vi erano anche i miei genitori. Oggi mio padre non c’è più, ma il suo esempio, così come quello di tutti coloro che hanno dato vita a questa avventura, resta vivo nella memoria e nei valori che ci hanno trasmesso», dice Andrea. Tanti i ricordi legati alla manifestazione: dal concerto dei Nomadi alle serate con le orchestre e le gite organizzate con i volontari. Negli anni, grazie ai proventi della sagra, è stata realizzata una cucina a norma, sono state acquistate circa quattrocento sedie e due stand. «Le risorse raccolte hanno inoltre contribuito alla manutenzione del campo sportivo e alla vitalità della frazione di Gorino, che nel tempo ha visto la chiusura di bar e attività commerciali. A esempio, il ricavato dell’edizione 2025 è stato devoluto ad altre associazioni di volontariato. Una scelta compiuta per mantenere attivo l’ex asilo del paese come centro civico e sede del medico di base, un presidio essenziale per la comunità». «Chiudere un’esperienza cosi lunga e significativa non è stato semplice. La Sagra del pesce è stata molto di più di un evento gastronomico: è stata sacrificio, amicizia, lavoro condiviso, risate sotto gli stand, piatti serviti con orgoglio e giornate passate insieme per un obiettivo comune. Non è possibile citare uno a uno tutti i volontari che, in questi 34 anni, hanno dedicato tempo, energie e passione alla sagra. A tutti loro va però un sincero e profondo ringraziamento, perché senza il loro impegno nulla sarebbe stato possibile. La Sagra del pesce si conclude, ma lo spirito di comunità e il valore umano che l’hanno resa speciale continueranno a vivere nel ricordo di Gorino».
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