Ferrara, psichiatra accusato di omicidio colposo: «Non ha impedito il suicidio»
Il professionista dell’ospedale di Cona finisce davanti al giudice
Ferrara Omicidio colposo per non aver impedito un suicidio. È l’accusa mossa a uno psichiatra dell’ospedale di Cona che, secondo la Procura, avrebbe dovuto prescrivere una terapia o valutare un ricovero, anche coatto, dopo la visita.
Ieri mattina, martedì 19 maggio, il caso è approdato davanti alla giudice dell’udienza preliminare Sandra Lepore, che ha chiesto al sostituto procuratore Andrea Maggioni di specificare meglio le accuse e le omissioni contestate allo psichiatra. L’udienza è stata aggiornata al 29 settembre, per consentire all’imputato e al suo difensore, l’avvocato Michele Ciaccia, di ricevere la notifica dell’imputazione riformulata e valutare la strategia difensiva ritenuta più appropriata.
La vicenda riguarda il suicidio di un uomo di 47 anni, avvenuto il 17 giugno 2023 alle Vallette di Ostellato, dove si tolse la vita gettandosi da una delle torrette per il birdwatching.
Alcuni giorni prima, il 13 giugno, l’uomo si era rivolto a una psicologa alla quale aveva riferito di aver avuto pensieri suicidari mentre si trovava in montagna. La professionista lo aveva allora indirizzato al servizio territoriale psichiatrico ma, essendo ormai prossimo l’orario di chiusura, gli era stato consigliato di rivolgersi direttamente al pronto soccorso. Qui era stato visitato dallo psichiatra, oggi imputato, che nel corso dell’anamnesi non aveva riscontrato un quadro di emergenza. Gli aveva prescritto di rivolgersi, già dal mattino successivo, al servizio territoriale per concordare una terapia.
La difesa ha già depositato una consulenza di parte, redatta dal medico legale Lorenzo Marinelli e dallo psichiatra Angelo Fioritti, che esclude responsabilità a carico del medico.
La famiglia del 47enne è parte civile, assistita dall’avvocato Emanuele Cinti.
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