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Ferrara, violenza contro le donne: sono 248 le richieste d’aiuto

Alessandra Mura
Ferrara, violenza contro le donne: sono 248 le richieste d’aiuto

Abusi non solo fisici, ma anche psicologici ed economici. I dati si riferiscono allo scorso anno

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Ferrara È una rete articolata di servizi quella gestita dal Centro Donna Giustizia di Ferrara per aiutare le donne vittime della violenza di genere, contrastare la tratta e lo sfruttamento e promuovere promuove azioni di prevenzione socio-sanitaria per ridurre i rischi per la salute delle persone coinvolte nei mercati della prostituzione. Sono, nell’ordine, gli obiettivi dei progetti “Uscire dalla violenza”, “Oltre la strada” e “Luna Blu” e a fornire la dimensione della loro importanza ed efficacia sono i dati del Report 2025 presentati ieri, martedì 19 maggio, all’ex refettorio San Paolo in occasione dell’iniziativa “Fuori dalla violenza: dalla consapevolezza all’azione” promossa dal Cdg , in collaborazione con il Comune di Ferrara - Assessorato alle Pari Opportunità - che ha patrocinato l’evento e messo a disposizione lo spazio.

Uscire dalla violenza

Il programma, attivo del 2001, coinvolge tutti i Comuni della provincia - con Ferrara capofila - comprende azioni di prevenzione e contrasto alla violenza, nonché attività di ascolto e presa in carico delle donne vittime di violenza e dei loro figli. Dispone di tre strutture residenziali protette (“case rifugio”) a indirizzo segreto sul territorio provinciale. Prevede inoltre servizi di ascolto, sostegno psicologico e sociale, consulenza legale, mediazione con i servizi per l’orientamento e il reinserimento lavorativo, nonché supporto nella ricerca di soluzioni abitative e percorsi di autonomia. Il progetto include anche un Centro Antiviolenza e sei sportelli di ascolto distribuiti sul territorio.

Sono state 448 in totale le donne accolte e 402 quelle che hanno subito violenza; 81 sono state ospitate in pronta accoglienza e 34, tra donne e minori, hanno trovato ospitalità nelle case rifugio. La forma di violenza più diffusa è quella psicologica (32,5%) seguita da quella fisica attraverso schiaffi, pugni calci o cadute provocate (24,3%), economica (16,7%) caratterizzata dal controllo del salario o dal divieto di lavorare. Diffuso anche lo stalking (10,4%) e casi di violenza sessuale, come rapporti forzati o molestie (7,5%).

Il primo contatto tra la donna e le operatrici è telefonico; 1.687 i colloqui effettuati per una prima valutazione mentre sono stati 1.360 quelli individuali su appuntamento nel quali la donna può parlare liberamente nel pieno rispetto della privacy. Altri 2.823 colloqui sono stati svolti per via telematica.

Oltre la Strada

È un progetto regionale gestito dal 2000 dal Cdg e che sviluppa programmi di protezione e integrazione sociale rivolti a persone vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale o di grave sfruttamento lavorativo. L’anno scorso sono state accolte 32 persone (20 donne, 3 donne transgender e 9 uomini), con 486 colloqui dedicati alle persone in carico e 486 accompagnamenti effettuati. Obiettivo di “Oltre la Strada”, promosso attraverso un bando del Dipartimento per le Pari Opportunità, al quale il Comune di Ferrara aderisce da oltre 20 anni, è assicurare tutela e sicurezza, favorendo l’uscita da condizioni di violenza, sfruttamento e vulnerabilità, garantendo accoglienza, sostentamento e cure sanitarie, per promuovere successivamente percorsi di inclusione sociale e autonomia.

Luna Blu

Tutelare la salute dei sex workers riducendo eventuali condizioni di rischio attraverso l’educazione alla salute, l’informazione e la facilitazione dell’accesso ai servizi sociosanitari del territorio. Di questo si occupa il progetto Luna Blu, che punta anche all’emersione e al riscatto della donna in condizione di prostituzione coatta, cercando di stabilire un rapporto di fiducia con gli operatori. A questo si affianca il monitoraggio delle aree critiche della città, anche intervenendo sulle tensioni che possono insorgere con i cittadini. Sono state 123 le persone prese in carico nel 2025, di cui 90 donne e 33 persone transgender.

Le azioni si articolano nell’Unità di Strada e nel lavoro sessuale al chiuso (“Luna Blu invisibile”). La prima prevede l’osservazione e il monitoraggio del fenomeno della prostituzione agganciando le lavoratrici per fornire informazione e prevenzione sanitaria, supporto all’accesso ai servizi socio sanitari (drop-in) e percorsi di autodeterminazione instaurando relazioni di fiducia. I dati 2025: in un anno 58 drop in, 6 accessi in autonomia e 15 accompagnamenti sociosanitari. Luna Blu Invisibile consiste invece nel monitoraggio degli annunci e dei canali di pubblicizzazione delle sex worker per agganciare appunto le “invisibili” che utilizzano il web. Anche qui, numeri importanti: 284 annunci monitorati, altrettante telefonate di primo contatto e 58 accessi ai servizi sociosanitari.

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