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Il caso

Ferrara, le scuse dopo l’aggressione

Daniele Oppo
Ferrara, le scuse dopo l’aggressione

Tre giovani imputati per le violenze della vigilia di Natale al parcheggio Diamanti. Uno dei tre ragazzi chiede perdono a colui che aveva colpito con il coltello

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Ferrara L’accordo con la Procura è già definito – due patteggiamenti a un anno e mezzo e uno a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena – ma il giudice dell’udienza preliminare Marco Peraro ha rinviato la decisione al 24 giugno per valutare la questione del risarcimento del danno.

La parte offesa ha infatti chiesto che la concessione della sospensione sia subordinata al ristoro, richiesta su cui il giudice si è riservato.

Al centro del procedimento la tentata rapina con accoltellamento avvenuta la vigilia di Natale del 2025 al parcheggio Diamanti di via Arianuova, a Ferrara, durante uno scontro tra gruppi di giovani.

Imputati tre ragazzi di 18, 19 e 20 anni, arrestati dai carabinieri subito dopo i fatti, accusati dell’assalto ai danni di tre uomini di 28, 26 e 25 anni.

Secondo la ricostruzione della Procura, i tre avrebbero avvicinato le vittime mentre stavano salendo sulle loro auto, minacciandole con un coltello a farfalla e intimando la consegna di denaro e oggetti di valore. Alla minaccia si è affiancata la violenza: il più giovane, oggi diciottenne, ha colpito uno dei presenti con un fendente alla schiena, provocando lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. La rapina non si è consumata grazie alla reazione delle vittime, che si sono rifugiate nelle vetture e hanno resistito mentre gli aggressori tentavano di aprire le portiere.

Dopo l’allarme, i carabinieri si attivarono subito, intercettando l’auto con i tre indagati a bordo e trovando il coltello ancora insanguinato e anche qualche dose di hashish.

Ai tre vengono contestati, in concorso, i reati di tentata rapina aggravata dall’uso di armi e dalla pluralità di persone e lesioni personali; al diciottenne anche il porto illegale dell’arma.

Le difese avevano concordato con la Procura le pene ritenute congrue: due anni per il più giovane, assistito dall’avvocata Letizia Solazzi, e un anno e mezzo per gli altri due, difesi dai legali Riccardo Caniato, Filippo Maggi, Gianluca Filippone e Gianluca Bonazza. Per tutti è stata prevista la sospensione condizionale, in considerazione della giovane età e dell’assenza di precedenti.

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